Calcio, indagato per corruzione e spionaggio l’ex milanista Paolo Maldini

Pubblicato il 22 Aprile 2010 - 16:19 OLTRE 6 MESI FA

Paolo Maldini

L’ex calciatore del Milan, Paolo Maldini, è indagato dalla procura di Milano per corruzione e accesso abusivo al sistema informatico dell’anagrafe tributaria, nell’ambito di un’inchiesta, chiusa oggi e che nei mesi scorsi aveva portato in carcere il funzionario dell’agenzia delle entrate, Luciano Bressi.

Secondo l’inchiesta del pm di Milano, Paola Pirotta, l’ex capitano del Milan avrebbe corrotto il funzionario dell’Agenzia delle entrate e commercialista Luciano Bressi per garantirsi “l’esenzione di controlli fiscali da parte dell’ufficio di Milano 1”. Lo si legge nell’avviso di chiusura delle indagini notificato all’ex capitano rossonero, alla moglie Adriana Fossa e ad altre 41 persone.

Secondo il capo di imputazione, i coniugi Maldini avrebbero offerto a Bressi, titolare di uno studio professionale di cui erano clienti, non solo “l’onorario per lo studio (circa 40 mila euro annui)” ma anche la “procura speciale” della loro società, la Velvet Sas, da cui scaturivano ingenti corrispettivi “in nero” (somma non inferiore a 185 mila euro).

Bressi, sempre secondo il capo di imputazione, agiva “in violazione dei principi di imparzialità e trasparenza e con l’assenso e la consapevolezza di entrambi i coniugi Maldini”, si interessava “e curava personalmente tutte le più svariate pratiche fiscali inerenti” la Velvet “e i loro interessi personali, garantiva loro l’esenzione di controlli fiscali”. I fatti contestati ai coniugi Maldini arrivano fino al 23 giugno 2009.

Inoltre Maldini era stato intercettato dai militari del nucleo di polizia tributaria mentre chiedeva a Bressi se era possibile effettuare una verifica fiscale su Alessandro Paolo Baresi, fratello dei calciatori, nell’ambito di un’operazione immobiliare in Toscana.

Il particolare era emerso dall’ordinanza del gip di Milano Gloria Gambitta a carico del funzionario. Il giudice inserisce l’iniziativa dell’ex capitano del Milan nella “costituzione di una nuova società operante nel settore edile-immobiliare” di cui l’ex calciatore voleva entrare a far parte con la moglie.

In una telefonata del 26 gennaio scorso, agli atti dell’inchiesta, Maldini parla con Bressi dell’impegno economico importante che deve affrontare e gli chiede: “Volevo fare una piccola … verifica su, su, su Alessandro eh … Come si può fare (…) Su di lui si può fare una verifica eh … fiscale su di lui… Nel senso se ha avuto problemi con la giustizia ad esempio eh .. Oppure se ha avuto problemi con il fisco …”.

Maldini, scrive il gip, “chiede a Bressi di compiere un’indagine sulla posizione fiscale” del predetto Alessandro “perché risulta tra i soci della nuova società”.

L’ex capitano, stando al gip, spiega inoltre, nella telefonata, che intende svolgere “accertamenti di giustizia” (“giustizia posso chiederla a qualcun altro”, dice l’ex capitano rossonero nell’intercettazione).

Nell’inchiesta sono indagate una quarantina di persone a cui é stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini.