Calcio: Juve e Napoli, fuga a due. Salgono Lazio e Inter. Bene Palermo e Pescara

Pubblicato il 30 settembre 2012 22:47 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2012 22:49
milito

Diego Milito (foto Ansa)

ROMA – La Juventus va come un treno, il Napoli resta attaccato, si rivedono Inter e Lazio, perdono terreno Milan e Fiorentina e crolla la Roma. La sesta giornata di campionato conferma la fuga a due ma rilancia almeno in chiave Champions l’Inter di Andrea Stramaccioni vittoriosa nel posticipo 2-1 sulla Fiorentina. Non è tanto il tabù San Siro sfatato, è piuttosto la sensazione di una squadra che man mano che passano le partite sta progressivamente trovando un disegno tattico coerente, una quadratura, una organizzazione.

Perché senza organizzazione una squadra come la Fiorentina non si batte. Certo, a San Siro non è la stessa Viola che ha saputo fermare la Juventus: la squadra di Montella gioca ma fa giocare troppo l’Inter che infatti approfitta di un errore difensivo e trova il rigore che sblocca la partita. Sul dischetto è decisivo il solito Milito. Pochi minuti dopo ci pensa Cassano a sfruttare un buco nella difesa viola per fare il 2-0. Sembra fatta e invece la Fiorentina trova con Romulo il colpo che riapre la gara.

Si va al riposo sul 2-1 e la Fiorentina ha un tempo per rimettere il tutto in equilibrio. In avvio di ripresa i viola ci provano e rischiano anche di incassare il gol del ko. La svolta della partita, però, arriva con l’espulsione di Gonzalo Rodriguez. Da quel momento la Fiorentina sembra smettere di crederci, allenta la pressione. Entra anche Luca Toni ma il risultato non cambia più: Inter promossa e Fiorentina solo rimandata. Perché la squadra di Montella resta una delle migliori realtà di questo avvio di stagione.

Il Napoli si aggrappa alla Juventus, tiene vivo il campionato e, soprattutto, fa punti anche quando non gioca al meglio. A Genova lo attendeva quella che forse è la vera sorpresa del campionato, la Sampdoria di Ciro Ferrara. Partita ostica e dura, contro una squadra che chiude gli spazi e  sa far male, ovvero il tipo di squadra che i giocatori di Mazzarri soffrono di più. Invece il Napoli, pur non giocando una partita da mettere nel libro dei ricordi più belli, porta a casa i tre punti che la tengono in testa grazie a un rigore trasformato dal solito Cavani.

Dietro al duo di testa risale la Lazio che archivia il passaggio a vuoto di Napoli battendo 2-1 il Siena. Grazie al ko della Samp i biancocelesti ora sono terzi da soli e Petkovic può guardare all’inizio dei suoi con soddisfazione. Visto il livello medio del campionato, gli stenti di Milan, Inter, Roma e Udinese il terzo posto finale è un obiettivo concreto. Petkovic in partenza rinuncia all’acciaccato Hernanes ma trova il gol di Ederson. A chiudere la partita ci pensa Ledesma su rigore. Il gol del Siena, quello del 2-1 definitivo, arriva in pieno recupero e porta la firma di Paci.

In una giornata piena di goleade spicca quella con cui il Torino di Ventura passeggia in casa dell’Atalanta: un 1-5 che fa riflettere per il crollo improvviso dei bergamaschi che erano andati persino in vantaggio con Denis prima di incassare il pari su rigore da Rolando Bianchi. Nella ripresa arriva il crollo e il Torino segna ogni volta che affonda con Gazzi, Stefanovic, D’Ambrosio e ancora Bianchi.

Altra partita, altra goleada: quella subita dal Catania a Bologna. Un 4-0 pesante che lascia gli uomini di Maran con 8 punti tranquillizzanti ma molte certezze in meno. Perché una squadra che fino ad oggi era sembrata solida ed efficace a Bologna si scioglie improvvisamente sotto i colpi di un Gilardino ritrovato (doppietta), Guarente e Konè. Per i rossoblù sono tre punti d’oro  perché il Bologna ora è a quota 7, in relativamente tranquilla metà classifica.

Respira, grazie all’ennesima goleada del giorno, anche il Palermo che al quinto tentativo centra finalmente la prima vittoria, un 4-1 al Chievo che porta soprattutto la firma del capitano Fabrizio Miccoli. Il centravanti ne fa tre ed è soprattutto il terzo ad essere un gol da antologia: girata al volo da oltre 40 metri che sorprende Sorrentino fuori dai pali. Quanto al Chievo, la sensazione è di una squadra più fragile degli ultimi anni. Qualcosa, anche nella modestia di questo campionato, i veronesi rischiano.

L’unico 0-0 di giornata, invece, arriva nell’anticipo di mezzogiorno ed è quello, noioso, tra Udinese e Genoa. I friulani senza Di Natale causa lite con Guidolin e senza l’infortunato Muriel non pungono. Il Genoa bada soprattutto a non prenderle e ci riesce. Ne esce fuori un pari senza gol che va bene soprattutto ai grifoni che ora fanno parte del gruppone a quota 8 a centro classifica. Guidolin, invece, deve chiedersi se può rinunciare a Di Natale proprio quando non c’è neppure l’altro in grado di fare gol.

Il pubblico finalmente presente a Is Arenas non porta bene al Cagliari che viene sconfitto 2-1 dal Pescara. Ficcadenti si presenta col tridente Sau, Ibarbo Pinilla ma il Cagliari non punge. Il Pescara, invece, sembra aver trovato una quadratura difensiva dopo un approccio da brividi con la serie A. Esce fuori un risultato che, per quanto legato agli episodi, è per gli abruzzesi una boccata d’ossigeno: due vittorie consecutivi e 7 punti in classifica che la tolgono d’ufficio dal ruolo di agnello sacrificale destinato alla serie B.

Negli anticipi di sabato, invece, la Juventus ha fatto a pezzi 4-1 la Roma affondando con facilità disarmante nelle maglie larghe di una squadra di Zeman in preoccupante crisi di gioco. Sempre sabato il Milan non è andato oltre l’1-1 in casa del Parma, risultato che la tiene lontanissima dalla testa della classifica. Segnali di miglioramento sul piano del gioco, ma la Juve è, e resta, di un altro pianeta.

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