Calcio, rissa tra dilettanti: daspo per giocatori e tifosi di un club di immigrati

Pubblicato il 17 Novembre 2010 16:26 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 17:45

Il questore di Bologna, Luigi Merolla, ha emesso 19 Daspo (divieto di accedere a manifestazioni sportive) nei confronti di giocatori e sostenitori del Balcanico Romanè, squadra di calcio composta da immigrati, che militava nella categoria Dilettanti Girone B, prima di essere espulsa dalla Uisp. I provvedimenti (così come l’espulsione) fanno seguito agli incidenti avvenuti il 4 ottobre scorso al centro sportivo Arcoveggio di via Corticella, alla periferia di Bologna, dove Balcanico Romanè e Circolo Atc Dozza si affrontavano nella terza giornata di campionato.

Durante il secondo tempo, la partita era stata sospesa sul 3-3 per un’invasione di campo e una rissa, scatenate dal secondo cartellino giallo estratto per uno dei giocatori del Balcanico Romanè. Calciatori e sostenitori della squadra avevano accerchiato l’arbitro, cominciando a spintonarlo e insultarlo, e poco dopo erano stati raggiunti da una ventina di supporters scesi dagli spalti. La zuffa aveva poi coinvolto anche alcuni giocatori dell’altra squadra, a loro volta aggrediti da avversari e tifosi.

Alla fine, quattro persone (l’arbitro e tre calciatori del Circolo Atc Dozza) erano finite all’ospedale con ematomi, fratture e lesioni varie, e prognosi dai 15 ai 30 giorni. All’arrivo dei carabinieri, tutti i componenti del Balcanico si erano già allontanati dal centro sportivo, lasciando però tesserini e altri effetti personali negli spogliatoi. Nei giorni successivi, 19 persone fra giocatori e sostenitori erano stati identificati dai militari e denunciati per lesioni aggravate in concorso.

Nel frattempo, la Uisp di Bologna aveva multato e allontanato la società dal campionato di calcio. Ora sono arrivati anche i Daspo del Questore, emessi il 12 novembre e destinati a 19 persone, fra giocatori, componenti dello staff e tifosi del Balcanico: 15 serbi, un albanese, un marocchino e due italiani. Per un periodo compreso fra due e tre anni (a seconda delle singole responsabilità accertate), non potranno accedere a nessuna manifestazione di calcio, anche amichevole, in Italia e all’estero.

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