Calcio scommesse: lo strano caso dell’Avesa

Pubblicato il 9 Maggio 2012 18:14 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2012 18:21

Calcio scommesse (LaPresse)

VERONA  – Alla ribalta del calcio nazionale: e chi l’avrebbe mai pensato per la squadra dell’Avesa, quartiere della circoscrizione 2 di Verona a ridosso delle colline, un paio di chilometri in linea d’aria dall’Arena. E invece tra le ”nobili” deferite del calcio italiano c’e’ anche questa societa’.

La sua colpa e’ di aver tesserato nel 2010 un ex grande giocatore nato proprio da queste parti, Federico Cossato, gia’ idolo del Chievo di qualche stagione fa, per inserirlo tra i festeggiamenti del centenario della fondazione.

Quando e’ emerso il nome di Cossato a qualcuno sono venuti i brividi, associandolo proprio al Chievo, blasonato club di un altro quartiere della citta’. Ma la societa’ dei mussi volanti, che e’ stabilmente in serie A, non c’entrava proprio nulla.

Anzi a dividere le due frazioni veronesi oltre a una bella fetta di categorie di calcio, c’e’ anche l’Adige, perche’ il ‘Ceo’ (Chievo) e’ adagiato sulla sponda destra, l’Avesa lo vedo lontano da quella sinistra. L’Avesa, colori rossoblu’, che milita nel campionato di Seconda categoria, e’ una societa’ di quartiere, come tante altre, con qualche vecchia gloria e tanto volontariato.

Qui e’ nato anche Franco Bergamaschi, discreto centrocampista degli anni ’70, prima con la maglia del Verona poi anche con quella del Milan. Ma la ”frittata”, secondo gli inquirenti del calcio, l’Avesa l’ha fatta ingaggiando Federico Cossato per festeggiare il centenario di fondazione, un evento importante, condito dai soliti rituali. Una pubblicazione, con foto ingiallite dal tempo, una grande festa usando gli spazi della parrocchia, la voglia di stare assieme con il calcio come mastice.

Cosi’ ora l’Avesa la conoscono tutti perche’ proprio Cossato, suo malgrado, l’ha portata alla ribalta delle cronache nazionali. Tra l’Atalanta, la Sampdoria, il Siena e tante altre societa’ blasonate deferite per il tormentone calcio scommesse, c’e’ pure la societa’ dilettantistica veronese. L’ex attaccante del Chievo ha disputato una sola partita, il 21 dicembre 2010, con l’Avesa calcio a 5. Il giocatore e’ risultato coinvolto nell’affaire calcio scommesse e cosi’ l’Avesa e’ stata deferita per responsabilita’ oggettiva. Chissa’ cosa avra’ combinato in quell’occasione il povero Cossato, quale volume di scommesse si saranno riversate su una sfida di calcetto.

”Una situazione paradossale – commenta il presidente dell’Avesa Gabriele Recchia – tutto questo mi pare assurdo, pensavo fosse uno scherzo. E invece ci tocchera’ andare a Roma e cercarci pure un avvocato”. Una beffa. Proprio domenica scorsa battendo il Crazy, squadra in cui da ragazzino giocava un certo Cristian Doni e di cui il papa’ era presidente, la formazione rossoblu’ aveva conquistato l’accesso ai playoff di Seconda categoria girone A. Ora come un fulmine a ciel sereno ecco il deferimento, il nome della societa’ tirato in ballo per una vicenda che da questo borgo adagiato ai piedi delle colline veronesi, sembra lontano anni luce. Qui ci si paga il borsone, le maglie e gli scarpini, la societa’ per far quadrare il bilancio e far giocare i ragazzini batte cassa alle famiglie. Premio partita, al massimo, una pizza e un’aranciata.

Avesa, crocevia del calcio scommesse suona davvero strano, ma il documento parla chiaro. Deferiti per responsabilita’ oggettiva, multe e penalizzazioni in arrivo. Ma il pensiero e’ un altro. ”Il viaggio a Roma e l’avvocato. Ma quanto ci costera’?”. .