Calcio scommesse, Beretta: “Presto per parlare di penalizzazioni”

Pubblicato il 6 Febbraio 2012 14:07 | Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2012 14:08

ROMA, 5 FEB – ''Penalizzazioni alle squadre? E' molto presto per dirlo. Bisogna andare con i piedi di piombo. Bisogna essere severissimi una volta che i fatti vengono accertati. Penso che questo debba farci riflettere seriamente sul fatto che su eventi cosi' gravi deve essere evidente la responsabilita' individuale, per capire poi qual e' la responsabilita' oggettiva della squadra''.

Il presidente della lega calcio di serie A, Maurizio Beretta, parla dai microfoni della 'Domenica Sportiva' di RaiSport, delle possibile conseguenze sul campionato dei fatti nuovi che stanno emergendo nell'ambito delle inchieste della magistratura ordinaria sul calcioscommesse.

''Stiamo parlando di meccanismi portati avanti da soggetti singoli, coinvolgono giocatori'', insiste Beretta.

Al presidente di lega viene poi chiesto di fare il punto sulla legge per gli stadi di proprieta' dei club, tornata d'attualita' dopo le innumerevoli cancellazioni di partite imposte dal maltempo in questi giorni, a causa anche di impianti vecchi e vie d'accesso inadeguate.

''L'impianto del Senato era, secondo noi, assolutamente perfetto. La Camera ha legittimamente riflettuto per apportare alcune modifiche – spiega Beretta -. Questo si e' rivelato essere piu' difficile del previsto. I punti chiave della legge sono: la sostenibilita' economica nel tempo della gestione e manutenzione dello stadio, quindi un problema di agevolare l'investimento, e poi, di consentire alle societa' di essere proprietarie ed utilizzare la struttura per sette giorni su sette''.

''E poi c'e' un problema che va tenuto come riferimento – continua Beretta -: a differenza di altri paesi, dove sono stati fatti nuovi stadi, non possiamo chiedere un euro ai cittadini, giustamente. Si chiede quindi alla Camera delle compensazioni per la realizzazione di strutture edilizie. Richieste troppo importanti da parte delle societa'? Non penso. Tutti i soggetti pubblici hanno la possibilita' di valutare quale tipo di impianto si puo' realizzare o meno. E' il legislatore che decide in base alle proposte che vengono fatte.

Tutto il tempo e tutti i ritardi accumulati ce li ritroviamo sulle spalle e questa e' la differenza competitiva tra le squadre italiane e quelle del resto d'Europa''.

Ma quante societa' italiane sarebbero pronte ad intraprendere questa strada? ''Vedo molte societa' interessate ed uno stadio di ultima generazione come la Juventus sta dando un'ulteriore spinta'', risponde Beretta.