Calcio scommesse: figlio boss a bordo campo? Nessun riscontro

Pubblicato il 30 Maggio 2012 19:36 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2012 21:01

NAPOLI – Dalle indagini della procura di Napoli non sono state confermate le voci su una presunta combine di Napoli del 14 aprile 2010, vinta 3-2 dalla squadra emiliana. Si tratta della partita nota per l''anomala presenza a bordo campo'' di Antonio Lorusso, figlio del presunto boss della camorra Salvatore Lorusso.

I magistrati hanno ascoltato, tra gli altri, in qualita' di testimone l'ex azzurro Fabio Quagliarella, protagonista di una espulsione che desto' sospetti in quanto appariva ''cercata''.

Dopo aver ricordato di aver segnato il primo gol e di essere stato l'autore dell'assist della rete successiva, Quagliarella ha affermato: ''la mia espulsione fu dovuta alle proteste contro la decisione dell'arbitro di non punire con un rigore un fallo ai miei danni. L'arbitro mi ammoni' e io a quel punto persi la testa, perche' l'ammonizione comportava, essendo io gia' diffidato dal giudice sportivo, l'automatica squalifica del turno successivo. Fu cosi' che usai frasi offensive nei riguardi dell'arbitro e a cio' segui' la mia espulsione''.

Quagliarella ha detto che quella partita' segno' ''un chiaro momento di cristi'' del suo rapporto col Napoli. ''Non soltanto perche' fu irrogata dalla societa' una multa assai salata (28mila euro) ma soprattutto perche' mi sentii abbandonato in seguito alla decisione della societa', comunicatami a mezzo stampa, di non fare ricorso per ottenere una riduzione della squalifica''.