Calcio scommesse: la Lega A e la credibilità perduta

Pubblicato il 6 Giugno 2011 20:39 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2011 21:58

Milano, 6 GIU – Il calcio, scosso da qualche arresto e da tanti sospetti, scopre, anzi riscopre, il suo nemico piu' subdolo: le scommesse. Non portano una lira alle societa', soprattutto a quelle della serie A impegnate a vendere tutto il vendibile del loro 'spettacolo meraviglioso'; e anzi, sono una perdita secca in termini di reputazione, moltiplicando le voci e i sospetti. Le societa' prendono le distanze ''da tutto questo'' e la Lega annuncia che si costituira' parte civile, alla fine di un'assemblea riunita a Milano per deliberare di contratto collettivo e di diritti tv. La Lega e' indignata e si riserva ogni azione a tutela del valore e della reputazione del calcio.

Le societa' temono di essere impotenti e invocano misure nuove, dall'inasprimento delle pene per i responsabili e per chi sa e non denuncia, alla messa in campo di una task force mirata, iniziativa annunciata dal ministro dell'Interno Maroni. Il presidente della Lega di A Maurizio Beretta ha confermato che la responsabilita' oggettiva ''e' un tema che torna d'attualita'. Il problema lo avevamo posto altre volte circa la necessita' di ridiscutere le norme per molti aspetti''.

Le scommesse sono un flagello per la verita' gia' apparso in passato, prima col terremoto del totonero, poi con la legalizzazione delle puntate sulle partite di pallone. Ma, se quello degli albori era un fenomeno che appariva controllabile, ora, nell'epoca di Internet, le tecnologie hanno mutato il virus in qualcosa che non puo' piu' essere combattuto con le armi tradizionali. Ecco che allora mostra la corda soprattutto il principio – vetusto ma finora sacrosanto – della responsabilita' oggettiva, determinato da un omesso controllo sugli atti dei propri tesserati.

L'allarme lo conferma da Roma il presidente federale Giancarlo Abete: ''Il problema delle scommesse – dice il massimo esponente del calcio italiano – e' il vero grande problema del mondo del calcio, perche' l'elastico delle scommesse totali si e' molto allungato e questo determina grandi difficolta' a gestire situazioni che fino a qualche anno or sono non esistevano''.

E una via sembra indicarla subito con chiarezza il presidente uscente della Roma Rosella Sensi, che e' anche tuttora il vice presidente della Lega di A. ''Non e' giusto penalizzare i club quando ci sono responsabilita' personali'', dice la Sensi ai microfoni di Sky lasciando la riunione, mentre dalla Procura di Cremona, dove sono in corso gli interrogatori dei personaggi finora coinvolti nell'inchiesta penale, filtrano notizie che indicano la 'sua' Roma come una delle cinque squadre di serie A chiamate in causa. ''Le societa' si sono interrogate e continueranno a farlo sulla responsabilita' oggettiva – ha aggiunto la Sensi – i club devono controllare il comportamento dei propri tesserati, ma c'e' un limite oltre il quale non si puo' andare''.

Appunto, come impedire, per esempio, a un calciatore di scommettere su un sito asiatico sulla sua espulsione o ammonizione in una partita nella quale e' in campo? Risponde seccato Tommaso Ghirardi a chi gli chiede commenti sulla notizia di un boss della camorra in tribuna durante Napoli-Parma. ''Noi a Parma abbiamo i boss dei prosciutti, dei salami e null'altro''.

Il presidente del Cagliari Massimo Cellino, che non ha mai giocato neanche una schedina, chiede ''pene esemplari per chi ha sbagliato''.

Infine il presidente Beretta ricorda che dalle scommesse il calcio non prende un centesimo e riceva colpi gravissimi in termini di reputazione. ''Va fatta una riflessione ampia e di carattere generale – annuncia il presidente della Lega di A – risorse e motivazioni per rafforzare i controlli, ma proibire le scommesse sul calcio non rientra nelle nostre competenze''.