Calcio scommesse: Matteo Gianello dai pm, parlò di Samp-Napoli

Pubblicato il 5 Luglio 2012 21:39 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2012 21:59

ROMA – Il 6 luglio è prevista l'audizione in Procura federale di Matteo Gianello nell'ambito del filone napoletano sul calcio scommesse. Gianello è il calciatore che parlò ai pm di Sampdoria-Napoli, ora parlerà ancora oppure no?

L'ex portiere del Napoli, dinanzi ai pm campani, il 15 giugno dello scorso anno, ammise il tentativo di combine della partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010 (vinta dai doriani per 1-0).

''Giusti mi prospettò la possibilità di ricompensare i compagni che avessero aderito alla richiesta di far vincere la Samp con del denaro'', raccontò l'estremo difensore.

Silvio Giusti, però, ha fatto scena muta. L'ex del Chievo Verona e amico di Gianello, preferisce risolvere prima l'aspetto penale della vicenda. "Non ha rilasciato alcuna dichiarazione in attesa degli esiti del procedimento penale – ha spiegato al termine dell'audizione l'avvocato Postiglione – Ci auguriamo che la sua posizione possa essere archiviata presto. In questo momento l'interesse è concentrato sulla giustizia penale, in un secondo momento ci riserviamo di aggiornarci con la Procura. Abbiamo lasciato una memoria in cui si spiega la situazione".

Con il silenzio di Giusti, e con Michele Cossato (coinvolto nella vicenda come membro del gruppo di scommettitori 'veronesi') che non si è palesato negli uffici di via Po, assume ancor di più importanza il confronto a distanza del 6 luglio.

Ai pm, infatti, l'ex terzo portiere del Napoli non solo ha ammesso l'offerta, ma anche di aver cercato di convincere alcuni suoi compagni a partecipare alla combine. ''Mi rivolsi a Paolo Cannavaro e Grava ed a nessun altro, ma loro rifiutarono immediatamente e con decisione''.

Sia il capitano del Napoli che Gianluca Grava avranno modo domani pomeriggio di difendersi dalle accuse. Rischiano un'omessa denuncia. Saranno sentiti anche il tecnico Walter Mazzarri e l'ex Giuseppe Mascara, ''dentino'', come viene soprannominato nelle telefonate in cui Giusti chiedeva a Gianello di contattarlo per avere informazioni su Brescia-Catania, visti i trascorsi del fantasista nel club etneo.

E se la notte porta veramente consiglio, Gianello sicuramente riflettera' sulla scelta da fare: smentire o confermare quanto detto ai pm, aggiungendo magari qualche dettaglio in piu' che potrebbe inguaiare i suoi ex compagni. Di sicuro il suo destino sportivo è legato a doppio filo con quello del club partenopeo che rischia di essere trascinato alla sbarra per responsabilità oggettiva.