Calcio scommesse, pm: “Sculli vide amico di Carminati; Zamperini chiamò Senese”

Pubblicato il 29 maggio 2012 19:16 | Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2012 20:10

Calcio scommesse (LaPresse)

ROMA  – Uno è Massimo Carminati, accusato in passato di essere stato legato al terrorismo nero e alla Banda della Magliana (ma senza condanne definitive al riguardo), l’altro è Angelo Senese, accusato di legami con la camorra, con il Clan Moccia in particolare; entrambi sembrerebbero avere qualche rapporto con i giocatori finiti nell’inchiesta sul calcio scommesse.

Come se non bastasse lo scenario – parole di Monti – ”da brivido” emerso dalle inchieste sul calcio, dalle carte dell’inchiesta di Cremona spuntano nomi che poco hanno a che fare con il mondo del pallone e molto con la criminalità e l’eversione.

Ma che ben spiegano che tipo di interessi ruotino attorno alle scommesse clandestine e quanto sia ormai fuori controllo la situazione.

Due nomi che sono ricorsi spesso in inchieste e processi. Dagli atti dell’inchiesta, il primo, al quale è ispirato il personaggio del “Nero” di Romanzo Criminale, spunta fuori quando gli investigatori si mettono a cercare elementi su Giuseppe Sculli, l’attaccante del Genoa per il quale il Gip ha respinto la richiesta d’arresto senza però negare una sua ”disponibilità” alle combine e ricordando i suoi legami con la criminalità organizzata.

Senese, invece, secondo l’accusa sarebbe stato in contatto con Alessandro Zamperini – l’ex calciatore amico di Stefano Mauri – in occasione, guardacaso, delle due gare della Lazio che secondo la procura sono state taroccate: Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Il 19 marzo scorso, ricostruiscono gli investigatori, Sculli era a Roma in occasione di Roma-Genoa, partita per la quale non era stato convocato. Il giocatore ha parlato al telefono con una persona che chiama ”fratellino”, invitandolo ad incontrarlo all’hotel degli Aranci – dove sono in ritiro i rossoblù – per poi andare insieme a vedere la partita.

Il ”fratellino”, accertano gli investigatori, altri non è che Romano Massimo Papola, massaggiatore della Lazio. L’uomo arriva all’albergo a bordo di una Smart con un’altra persona – ”un uomo di circa 40/45 anni, con capelli rasati a zero” scrivono gli investigatori – e poi i tre entrano nell’hotel. Il dato ”piuttosto curioso che emerge”, secondo quanto scritto nelle carte dell’accusa, ”è che la stessa vettura era stata controllata a Roma con a bordo il noto estremista di destra legato ai Nuclei armati rivoluzionari e vicino agli ambienti della malavita organizzata Massimo Carminati, soprannominato ‘er cecato’ per via di un’evidente menomazione all’occhio sinistro (permanente conseguenza di un pregresso scontro a fuoco con i carabinieri risalenti all’anno 1981)”. ”Si ricorda – proseguono gli investigatori – che Carminati è stato affiliato alla Banda della Magliana ed accusato di aver garantito il legame tra l’organizzazione criminale romana ed il mondo dell’eversione di destra e della criminalità organizzata romana”.

Quando viene fermato, Carminati è in auto con Giovanni De Carlo, ”campione italiano classe ‘B’ di kick boxing”. Ed è questo personaggio, concludono gli investigatori, che ”verosimilmente si incontra con Sculli” e Papola nell’albergo del ritiro del Genoa. Quale fosse lo scopo dell’incontro, è quanto stanno cercando di accertare gli inquirenti. Così come dovrà essere chiarito il ruolo di Angelo Senese. L’ipotesi, anche più di un sospetto, è infatti che i clan fossero parecchio interessati al ‘giro’ delle partite truccate gestito dagli zingari, dagli ungheresi e da alcuni calciatori.

Senese viene citato due volte nell’ordinanza del Gip Guido Salvini. La prima è in relazione all’incontro Lazio-Genoa. Nei giorni precedenti l’incontro Mauri ha diversi contatti con Zamperini, tramite la scheda telefonica ‘dedicata’ intestata alla ragazza del titolare dell’agenzia di scommesse suo amico.

Ma Zamperini, quei giorni, parla anche con altri: con Ilievski, il capo degli zingari e, appunto, con Senese, ”pluripregiudicato nato ad Afragola – scrivono gli inquirenti – considerato uno degli esponenti di spicco del clan camorristico Moccia a Roma”. L’11 maggio, dunque tre giorni prima di Lazio-Genoa, Zamperini si sente tre volte al telefono con Senese e poi i due si incontrano ai Parioli. L’uomo ricompare in occasione di Lecce-Lazio, l’altra partita truccata secondo gli inquirenti di Cremona. Il giorno prima dell’incontro, infatti, c’è un vorticoso giro di sms tra Zamperini e Ilievski in cui si inserisce una telefonata dell’ex giocatore con Senese. Per dirsi cosa?