Calcio scommesse: “Dagli zingari soldi in mano ai giocatori del Bari”

Pubblicato il 10 Febbraio 2012 11:46 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2012 11:46

Andrea Masiello (LaPresse)

BARI – Nell’interrogatorio davanti al gip di Cremona Mario Salvini, che sta indagando sul calcio scommesse, Angelo Iacovelli ha spiegato come i giocatori del Bari si sarebbero venduti le partite dello scorso campionato di serie A. I contenuti del verbale sono stati pubblicati su Repubblica.

Ecco alcuni stralci dell’interrogatorio, riportati da Repubblica: “Era imminente la partita Bari-Samp, mi chiamò questo amico di Carobbio presentandosi come “Palmiro”. Si trattava di Gecic. Mi chiese di incontrare Masiello (…) Ci vedemmo tutti e tre: Gecic mostrò centomila euro e disse che poteva offrirli per il risultato della partita. Masiello andò a fare un giro di ricognizione penso con gli altri giocatori, tornò rispondendo che non si poteva fare niente”.

E poi: “L’incontro avvenne nella camera di Bentivoglio, presenti i due stranieri, Masiello, Bentivoglio e Parisi ma non Marco Rossi. I due stranieri diedero 37mila euro a giocatore e il foglio con i risultati (…) Gli stranieri volevano vedere fisicamente ciascun giocatore”

Ma tutto ebbe inizio, racconta Iacovelli, qualche settimana prima: “La mia storia è cominciata con Bari-Chievo. Ho ricevuto una telefonata da Bellavista che mi ha chiesto di metterlo in contatto con Masiello. C’è stato un incontro sotto casa di Masiello: eravamo noi tre e Bellavista ha spiegato che si potevano guadagnare tanti soldi offrendo e manipolando i risultati delle partite. In quel periodo i giocatori del Bari erano in cattive acque perché la società stentava a pagare gli stipendi. Masiello si riservò la risposta che ovviamente doveva comportare il contatto con altri giocatori (…)”.