Calciomercato Inter, sì di Eto’o all’Anzhi: il ridimensionamento è iniziato

Pubblicato il 10 Agosto 2011 14:54 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2011 14:54

Samuel Eto'o (foto LaPresse)

MILANO –  Samuel Eto’o ha le valigie pronte, ha detto sì all’offerta irrinunciabile dei russi dell’Anzhi e aspetta solo che anche Massimo Moratti si sieda a tavolino e firmi la cessione. Il presidente dell’Inter, da parte sua, non tentenna. Una punta di diplomazia lo spinge a dire che l’affare “si può fare” e i fatti dicono che tra nerazzurri e Anzhi è in programma un nuovo colloquio. Non è questione di offerta: l’ingaggio di Eto’o pesa e più che il cartellino sulla decisione dell’Inter incide l’allegerimento sostanzioso del monte ingaggi.

La Gazzetta dello Sport, (giornale assai esperto di vicende di mercato dell’Inter), scrive chiaro e tondo che l’affare è praticamente fatto. C’era solo un ostacolo, la resistenza del giocatore ad andare in una squadra non di prima fascia in Russia. Con 20 milioni l’anno per 3 o 4 anni le resistenze sono state (misteriosamente?) superate.

Sempre la Gazzetta dello Sport annuncia per l’undici agosto la presenza di emissari di Sir Alex Ferguson a Milano. Non di ferie si tratta: gli uomini dello United sbarcano per trattare sulla cessione dell’altro uomo mercato dell’Inter, Wesley Sneijder.  Il giocatore, stanco delle voci, ha definitivamente scaricato sul club la scelta. L’Inter, per ora, non ne parla. E’ evidente, però, che con un’offerta dai 30 milioni in su l’olandese partirebbe subito alla volta di Manchester.

Una domanda sorge spontanea:  cosa succede all’Inter? E’ colpa del cosiddetto “fair play” finanziario o è più semplicemente in atto un ridimensionamento che si cerca in ogni modo di non far passare per tale? Sta di fatto che la porta di uscita da Appiano Gentile è decisamente più affollata di quella di ingresso. In coda, secondo la Gazzetta dello Sport, ci sono anche Milito e Mariga.  Di acquisti, invece, si parla decisamente poco.

E’ arrivato Alvarez, è vero. Eppure proprio l’acquisto di un giocatore simile (forte, giovane e promettente ma non “sicuro”) fa capire il cambiamento d’aria. Fino a due anni fa Moratti non avrebbe preso Alvarez, gli avrebbe fatto fare prima i due anni di rito in una tra Palermo e Udinese. E lo avrebbe preso, a suon di milioni, quando il giocatore era “pronto”. Ora, invece, anche l’Inter sceglie la strategia dei giovani talenti. Virtù? No. Necessità.