Calciomercato: Inter festeggia, Mourinho fa le valigie

Pubblicato il 24 maggio 2010 10:41 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2010 10:43

Josè Mourinho

L’Inter battendo il Bayern Monaco è entrato nella storia del calcio italiano: mai nessuna squadra era riuscita a vincere campionato, coppa e Champions nell’arco della stessa stagione.

Lo scorso anno il Barcellona era riuscito nell’impresa. La squadra è arrivata alle 4 di notte a San Siro dove è stata accolta da 40.000 tifosi festanti.

Assenti ingiustificati: Josè Mourinho e Massimo Moratti. L’allenatore portoghese non era presente perchè sarà il prossimo tecnico del Real Madrid, il presidente nerazzurro ancora era scosso emotivamente per aver compiuto la stessa impresa del defunto papà Angelo.

Moratti ha speso durante la sua gestione più di mezzo miliardo di dollari. Non a caso il presidente dell’Inter ha commentato a caldo: “E’ come un sogno, un’emozione bellissima.

La squadra ha sentito la responsabilità e ha giocato un match perfetto. E “bello sentire la stessa sensazione, come tanti anni fa “.

Uomini decisivi nel successo finale Javier Zanetti, 700 partite con l’Inter, e Diego Milito, in gol in tutte le partite importanti per i nerazzurri.

Ha vinto la squadra meno italiana della Serie A. Predominante la colonia sud americana, brasiliani e argentini, presenti anche un macedone, un camerunense, un olandese e un rumeno.

Mourinho, straniero anche lui, ha portato novità tattiche: Samuel Eto’o schierato nel ruolo di esterno destro di centrocampo.

L’ex attaccante camerunense è stato bravo ad aiutare Maicon in fase difensiva e, all’occorrenza, a spingersi in avanti per segnare gol importanti.

Il 2010, però, è stato l’anno di Diego Milito. L’attaccante argentino è stato finalmente acquistato da una grande squadra e ha segnato il gol scudetto, il gol vittoria in Coppa Italia e la doppietta decisiva in Champions League.

Se riuscirà a disputare un grande mondiale con l’Argentina sarà il vincitore del prossimo Pallone d’Oro. Potrebbe trasferirsi insieme a Mourinho al Real Madrid.

Inevitabile il parallelo tra Helenio Herrera e Josè Mourinho. Moratti non ha dubbi: “Ci sono 40 anni tra di loro,” ha detto Moratti, “ma sono molto simili – di grande carattere, grandi lavoratori, grandi professionisti, coraggioso e carismatico”.

Missione compiuta, con un bonus di € 600.000, circa 754,000 dollari, pagato ad ogni giocatore che ha vinto il trofeo.