Calciomercato, Antonio Giordano: “Pogba via? A 100 mln… Dzeko-Roma si farà”

a cura di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 31 luglio 2015 9:31 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2015 9:35
Calciomercato, Antonio Giordano: "Pogba via? A 100 mln... Dzeko-Roma si farà"

Antonio Giordano

ROMA – A meno di un mese dall’inizio del campionato, il calciomercato delle big italiane entra sempre più nel vivo. Antonio Giordano, responsabile della redazione di Napoli del Corriere dello Sport ed esperto di calciomercato, ha fatto, a noi di Blitzquotidiano, il punto della situazione toccando anche argomenti come lo scandalo legato al Catania di Pulvirenti e sulla nuova avventura di Zeman.

Perché tutte le trattative per portare a Napoli dei giocatori si incagliano sui diritti di immagine?

Perché esiste quest’indirizzo societario che, piaccia o no, è stato introdotto da De Laurentiis dall’inizio della sua avventura calcistica. E’ un modello inconsueto, ma è un modello, e come tale va accettato, persino con simpatia, visto che rappresenta una forma di identità: semmai è discutibile che un direttore sportivo, nel caso Cristiano Giuntoli, conoscendo le direttive societarie, non provveda ad eliminare il cosiddetto ostacolo prima ancora di definire l’acquisto di un calciatore.

E’ vero che la Juventus ha già venduto Paul Pogba per la prossima stagione?

Impossibile che un club come la Juventus pensi di cedere un talento di tale spessore con un anno d’anticipo. Intanto, il processo di rinnovamento è partito con le cessioni – invocate dai diretti interessati – di Pirlo, Tevez e Vidal; Pogba rappresenta – al momento – il fenomeno da tenersi stretto. Si vedrà in futuro: perché dinnanzi ad un’offerta da 100 milioni di euro, la follia sarebbe pensarci…

La trattativa per Edin Dzeko, che tutta Roma aspetta, quando si chiude?

Immagino a breve: non è mai semplice trovare l’accordo, perché sono varie le parti da far coesistere. Però Dzeko vuole la Roma, che a sua volta vuole il centravanti. Per fortuna di tutti, l’inizio del campionato è lontano.

Roberto Mancini è effettivamente un grande allenatore o è sopravvalutato. Con l’organico a disposizione quest’anno è obbligato a vincere?

Il tempo ed anche i successi hanno detto che Mancini è un grande allenatore: ha vinto all’Inter ma anche al Manchester City e non è mai semplice riuscirsi ad imporsi. Certo, l’impatto con l’Inter non è stato bruciante, ma adesso sta ponendo le basi per restituire alla squadra quell’autorevolezza che era stata smarrita.

La convivenza tra Berlusconi e Mr Bee porterà il Milan ai fasti del passato o finirà in litigio come tutte le altre gestioni a due che abbiamo visto nel passato?

Nel calcio, in qualsiasi azienda, è complicato combinare due visioni manageriali: la contrapposizione diventa automatica, inevitabile. E comunque, in casi del genere, non comanda chi ha la maggioranza ma chi ha i soldi; difficile, dall’esterno, dare un giudizio su una vicenda così intricata, ma la personalità di Berlusconi e quella di Mr Bee rappresentano detonatori difficili da governare.

Il Catania rischia veramente la serie D?

Questo dicono le carte e le intercettazioni: Pulvirenti ha collaborato, pare abbia detto tutto ciò che si potesse dire – e tutto quello che non si potesse negare – e dunque quest’atteggiamento, potrebbe indurre a considerazioni ed ad un pizzico di indulgenza. La retrocessione in quella, che noi nostalgici chiamiamo ancora serie C, (Lega Pro, ndr) quella è certa.

Che possibilità vede per Zeman di ritornare in una big d’Italia?

Mi piacerebbe, certo, perché l’uomo lo merita con la sua serietà, con la sua onestà, con la sua preparazione, ma credo che la Svizzera sia una specie di scelta di vita: aveva qualche possibilità in Italia, poi ha preferito rimettersi in gioco altrove. Il tempo, maledizione, passa, e le nuove generazioni incalzano; il calcio di Zeman rimane un gran punto di riferimento, in chiave offensiva resta incantevole, e con lui le sorprese – spettacolari – sono assicurate. Vedremo.

Lei ha avuto modo di conoscere Benitez a Napoli: il suo Real riuscirà a reggere il confronto con quelli di Mourinho e Ancelotti?

Si può fare, anche se la “decima” di Ancelotti resterà scolpita nel Santiago Bernabeu. Il Real Madrid è il calcio, un fascino straordinario e senza frontiere, una virus universale: ha gli occhi del mondo addosso, soprattutto quelli d’una città che ha sempre voglia di vincere. Benitez ha coronato il proprio sogno ed ora cerca la definitiva legittimazione: ha vinto ovunque, ha vinto tutto, ma farlo con la camiseta della sua infanzia avrebbe un altro valore. E’ un personaggio straordinario, di grande cultura – non solo calcistica – e ricco di valori: sarà divertente seguire il “suo” Real.

Una domanda che facciamo a tutti i nostri ospiti interlocutori: il tuo pronostico per i primi tre posti in serie A?

Mai fatti pronostici, non seriamente: posso darvi i nomi di tre squadre (Juventus, Napoli e Roma) ma le posizioni sceglietele voi…