Calciomercato Juve, Elkann chiude a Ibrahimovic: “Nostra star è il gruppo”

Pubblicato il 13 Marzo 2013 0:03 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2013 0:05
Zlatan Ibrahimovic, Elkann chiude al ritorno alla juve

Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Psg (foto LaPresse)

TORINO – John Elkann chiude a un possibile ritorno nella Juventus di Zlatan Ibrahimovic: ”Ibra? E’ nella storia della Juventus, ma noi guardiamo al futuro. Secondo l’azionista di maggioranza la Juve “Non ha bisogno di superstar, perche’ la superstar e’ il gruppo”.

Elkann, smorza così l’entusiasmo che aveva suscitato la frase di Pavel Nedved, speranzoso di rivedere in bianconero l’attuale centravanti del Paris Saint Germain.

Da un campione a un altro, che però c’è già Paul Pogba. Sorpresa, soddisfazione, un filo di imbarazzo, le sensazioni che ha regalato ad Antonio Conte. Troppo forte, a dispetto dell’eta’, 19 anni, il francesino, che con la sua crescita pazzesca ora si candida nel ruolo coperto solo da Pirlo e Buffon, quello di insostituibile.

Il ”problema”, naturalmente assai gradito per ogni tecnico, si presenta già da sabato, quando un altro giocatore fondamentale, Arturo Vidal, torna in campo dopo aver scontato la squalifica. Domenica scorsa, l’ennesima conferma: l’ex pupillo di Ferguson sa fare proprio tutto e inventarsi il colpo decisivo in qualsiasi frangente, sia quando deve sgusciare tra due avversari che lo pressano, oppure quando deve stoppare e scodellare dolcemente la palla della vittoria nel recupero, dopo avere usato per tutta la partita il cervello ma anche il fisico e la corsa, sempre intensa ma razionale.

C’era anche il francese, naturalmente, nel gruppone di compagni che ha seppellito Giaccherini dopo il gol, facendogli rischiare la cassa toracica: Pogba è pienamente inserito nello spirito di un gruppo in cui contano davvero tutti e conta anche parecchio la capacità di soffrire, accettando pure le panchine scomode e un concetto di gerarchia molto caro a Conte, ma spesso non facile da digerire per un ragazzo. Anche Pogba, pero’, si e’ convinto come tutti che la squadra è una macchina complessa i cui ingranaggi solo l’allenatore puo’ pilotare.

E il pilota ha dimostrato lo scorso anno e confermato nell’attuale stagione che spesso le sue mosse sono decisive. Il ragazzino, probabilmente, si accomoderà in panchina a Bologna senza fiatare, convinto di essere un top player anche da seduto, se ciò serve alla squadra. Questo spirito-Juve (o spirito-Conte, se si preferisce) ha contagiato giovani e anziani, italiani e stranieri, titolari e riserve e si sta rivelando una delle armi vincenti.

L’allenatore avrebbe bisogno di altri ricambi, come un esterno sinistro, perché Asamoah è ancora appesantito dalle fatiche della Coppa d’Africa, o un destro, perché Lichtsteiner ha corso fin troppo e Isla non e’ pronto, ma Pogba in quel ruolo sarebbe sprecato, così come non è un top-centravanti, come farebbe comodo alla Juventus di oggi, che dovra’ cercarlo a tutti i costi sul mercato: per l’ennesima volta, infatti, i segnali sono stati eloquenti, con la partita vinta grazie a un gol di uno che attaccante non è.

Martedì, trecento tifosi hanno potuto vedere da vicino i loro campioni, perché Conte, nella doppia seduta, ha concesso di aprire le tribunette del campo di Vinovo. Per Bologna torna disponibile anche Caceres, che ha smaltito il mal di schiena.