Calciomercato, Juventus del futuro: Agnelli e Del Neri, tifosi scontenti

Pubblicato il 19 Maggio 2010 11:50 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2010 11:56

Andrea Agnelli

Raramente nel calcio si è voltato pagina così globalmente come sta avvenendo alla Juventus. Oggi parte un processo di rifondazione di valore storico senza precedenti, che dovrà portarla a centrare subito il riscatto dalla sua stagione peggiore e a ritornare competitiva su tutti i fronti.

Mai, nella vita bianconera, era successa una rivoluzione così profonda: per avvicinarsi, bisogna riferirsi a due stagioni, il ’70/71 e il 90/91, ma anche in quelle occasioni il riassetto non fu cosi’ globale, perché oggi vengono cambiati praticamente tutti i ruoli nell’organigramma societario: nuovo presidente, Andrea Agnelli, con funzioni operative; nuovo dg, Beppe Marotta, responsabile unico dell’area tecnica, che viene così tolta a Jean Claude Blanc, nonostante il francese rimanga per ora amministratore delegato, ma non sono neppure esclusi clamorosi colpi di scena già in estate; nuovo allenatore, Gigi Del Neri, con relativo nuovo preparatore atletico, Roberto De Bellis; nuovo capo degli osservatori, Fabio Paratici, che prende il porto di Renzo Castagnini, mentre il ruolo di direttore sportivo, ricoperto fino a ieri da Alessio Secco, sparisce; nuovo medico sociale, con il ritorno di Fabrizio Tencone al posto di Bartolomeo Goitre; partirà anche il responsabile commerciale Marco Fassone.

Niente a che vedere, insomma, con la stagione d’esordio nella veste di dirigente di Giampiero Boniperti, che assunse la carica di ad chiamando Armando Picchi per ripartire dai giovani e investire di nuovo su un futuro vincente, lasciando partire molti campioni non per demerito, ma per un fatto anagrafico; oppure con la stagione dell’arrivo di Luca Montezemolo, che portò Governato e Maifredi, ma in un contesto diverso, perché il club era saldamente in mano all’avvocato Agnelli (presidente pro forma era Vittorio Chiusano) e nessuna decisione veniva presa senza il suo assenso. La rivoluzione, questa volta per precise ragioni di flop sportivo, si estenderà anche al campo: sono almeno dieci i giocatori in partenza e sarebbero anche di più se non sussistessero oggettive difficoltà a piazzare pezzi assai scomodi come Diego, Melo, Amauri, lo stesso Buffon.

Come in campo dirigenziale sono stati cambiati gli uomini di riferimento per ogni settore, in quanto si registra un fallimento su tutti i fronti, così avviene per i ruoli della squadra, dove hanno sì deluso tutti, ma in particolare i due terzini, un difensore centrale, i centrocampisti esterni, più Felipe Melo e Diego, gli attaccanti, nella globalità del reparto. Per il brasiliano ex Werder, l’arrivo di Del Neri non è certo una buona notizia, perché il 4-4-2 dell’ex blucerchiato è ancora più rigido di quello di Ranieri, che appunto aveva bocciato Diego due stagioni fa.

L’insediamento del nuovo staff avverrà in tempo record, perché da subito parte il nuovo progetto e di conseguenza il mercato bianconero.

Si profila comunque un modello societario sintesi tra passato e futuro, con una correzione di rotta importante: fair play finanziario e sportivo sono sempre le parole d’ordine, ma Agnelli aprirà anche nuovi orizzonti, tentando colpi importanti (uno su tutti Ribery), perché la Juve grigia dei Poulsen e Tiago non solo non ha fatto sognare i tifosi depressi, ma si è anche dimostrata perdente.

Buffon e Diego in partenza, Del Neri e Marotta in arrivo. I tifosi contestano il nuovo presidente Agnelli per aver portato un allenatore di seconda fascia.

I supporters bianconeri vorrebbero la loro squadra nell’elitè del calcio italiano e non stanno prendendo bene i movimenti di calciomercato della Juventus.