Calciomercato Milan/ Pizarro, Forlan e Di Santo nel mirino. Pirlo verso il Chelsea

Pubblicato il 30 Luglio 2009 8:59 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2009 8:59

Il centravanti del Chelsea, essendo under 23, rientra nei parametri fissati da Berlusconi

Il centravanti del Chelsea, essendo under 23, rientra nei parametri fissati da Berlusconi

Leonardo aveva ragione: il Milan, ad oggi, è una squadra incompleta. Le pesanti sconfitte subite in serie lo dimostrano.

La tournèe americana è stata un pianto: 1-2 contro il Club America, 1-2 contro il Chelsea e 0-2 contro l’Inter. Ieri umiliante sconfitta per 1-4, all’Allianz Arena, contro il Bayern Monaco di Van Gaal.

La squadra necessita di rinforzi in ogni zona del campo. Ora le partite, e le sconfitte, hanno poca valenza ma, a breve, inizierà il campionato ed il Milan non ha la rosa necessaria per ben figurare.

Per non parlare poi della Champions League. In Europa il livello tecnico si alza e il prestigio dei rossoneri, secondo solo a quello del Real Madrid, non può essere inficiato.

Ogni giorno cambiano i nomi accostati ai rossoneri ma, in Inghilterra, sono pronti a giurare che il Milan concluderà positivamente la trattativa per Pizarro indirizzando Pirlo al Chelsea.

Il centravanti peruviano, che la precedente stagione eliminò a suon di gol i rossoneri con la magia del Werder Brema, piace a Leonardo.

Tuttavia il tecnico brasiliano non ha intenzione di privarsi della fantasia e del fosforo a centrocampo garantito dal nazionale italiano Andrea Pirlo.

Diego Forlan, bomber dell’Atletico Madrid, piace molto a Leonardo ma non rientra nei parametri fissati dal presidente Berlusconi. Il centravanti costa molto, 30 milioni di euro, ma garantirebbe fisicità e gol a raffica cosa che, in questo momento, manca, e non poco, al Milan.

Berlusconi preferirebbe, sempre dal Chelsea, prelevare il giovane italo-argentino Di Santo. Il presidente rossonero ha spiegato chiaramente che da qui in avanti, salvo affari dell’ultima ora, il Milan acquisterà esclusivamente giocatori under 23. Insomma c’è divergenza di obiettivi e di opinioni fra Berlusconi e Leonardo.