Calciomercato Roma, James Pallotta: “Prenderemo un centravanti. E Nainggolan…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2015 9:40 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2015 9:40
James Pallotta (foto Ansa)

James Pallotta (foto Ansa)

ROMA – “Un paio di giocatori andranno via, sappiamo cosa fare e avremo bisogno di 3-4 innesti”: inizia così la conferenza stampa di James Pallotta, il presidente americano della Roma sbarcato in questi giorni nella capitale per presentare il progetto stadio e per tranquillizzare i tifosi per la prossima stagione. “Nainggolan? Stiamo lavorando ogni giorno, anche lui vuole restare. Riguardo il divario con la Juve, abbiamo pareggiato tante partite e la metà di queste, se fossimo stati in forma, sarebbero state vittorie. Non credo sia così ampio il distacco. Aver visto la Juve in finale di Champions è una buona cosa per il calcio italiano”.

Qual è il reparto da rinforzare di più?

Il nostro centrocampo, quando è in forma, è uno dei migliori d’Europa. In difesa l’assenza di Castan è stato un fattore negativo, anche Manolas, che ha avuto una buona stagione, poteva beneficiare della sua presenza. Fondamentalmente occorre segnare di più e considerare il discorso centravanti. L’attacco ha avuto momenti brillanti lo scorso anno, come con il CSKA e con la Juve a Torino. La questione è la condizione fisica. Non incolpo nessuno ma ci saranno e sono già in atto dei cambiamenti. Di base, bisogna segnare di più.

Il Financial Fair Play, lo ritiene una regola ben fatta o pensa che la concorrenza non è equa, visto che squadre più indebitate spendono di più sul mercato?

Sto cervando di pire anche io come funziona il FFP. Abbiamo avuto un incontro con l’Uefa, chredo che da questo punto di vista la Roma sia un esempio da seguire. Abbiamo ereditato dei debiti, siamo arrivati ad avere un leggero avanzo. Leggero, però, non andate a dire in giro che abbiamo incassi che non spendiamo. L’ammonizione dell’Uefa ci ha sopreso.

Troppo presto per sognare un grande centravanti come Higuain?

No, non è un problema.

L’incontro con Garcia, lei è sempre convinto che sarà il Ferguson della Roma?

Abbiamo avuto un incontro ieri, prima che lui si prendesse una meritata vacanza. Molti di voi erano lì. Abbiamo avuto uno scambio di opinioni e siamo sulla stessa linea. Siamo convinti che alcuni cambiamenti sono da attuale e sono già in atto a livello organizzativo. Vorrei che Rudi avesse la stessa carriera di Ferguson con noi. Non ho mai parlato di altri allenatori, lui ci ha portato in Champions e ha detto che abbiamo imparato molto dalla Champions passata. Rudi resta, è quello che vuole ed è quello che vogliamo noi. Non vede l’ora di ripartire, sa che lo stiamo aiutando a livello di preparazione fisica per farlo concentrare di più sulla tattica. Nessuna lotta di potere, è un lavoro di squadra. E non è un lavoro di una settimana, ci vuole molto tempo. Stiamo lavorando insieme con una squadra, non ci sono lotte di potere.

Che idea si è fatto dell’operazione intorno al Milan? Agnelli ha parlato di cifre che non si spiega in maniera chiara. Teme che questa operazione possa comportare l’arrivo di un nuovo avversario per la Roma, al livello della Juve?

Chiunque arrivi a rinforzare la Serie A è un fatto positivo. E’ un bene avere squadre forti, non so bene come sia andata questa operazione, ma a noi dà una maggiore flessibilità. Abbiamo un maggior valore a livello di marketing e un enorme vantaggio, dato da Roma, la migliore città del mondo. Non so come sono andate le cose alla Juve, ma stanno facendo bene, è sotto gli occhi di tutti e bisogna accettarlo.

Come mai la Roma è senza un main sponsor da 2 anni? Perché ha firmato un contratto decennale con la Nike incassando meno della precedente sponsorizzazione tecnica e meno di quanto andrà a guadagnare il Napoli? Come pensa di colmare il gap di fatturati con la Juve?

Riguardo la sponsorizzazione, abbiamo diverse manifestazioni d’interesse. E’ stato fatto un errore, si pensava di legare la sponsorizzazione con lo stadio, ma stiamo facendo dei cambiamenti. Quella sulla Nike è una domanda spettacolare. Abbiamo siglato un accordo che ci garantirà introiti nel corso del tempo, ma non siamo contenti della produzione a breve termine. Abbiamo ricevuto lamentele di molti tifosi che non sono riusciti a ricevere i kit. Abbiamo una grande domanda, sta alla Nike aumentare la produzione. Non saranno sicuramente contenti di ciò che dico, ma devono darsi una mossa: hanno fatto dei completi bellissimi ma ora bisogna vendere. Riguardo il gap finanziario con la Juve, nei prossimi mesi avremo delle iniziative di merchandising estremamente rilevanti, ma torniamo sempre al discorso stadio. Quando lo avremo, avremo un fatturato maggiore al resto dei club in Italia.

Si sono criticati allenatore e ds per la scorsa stagione, ha qualche appunto da fare ai giocatori? Per la prima volta è stato contestato, per il mancato ricorso contro la chiusura della Curva. Come risponde? Ci saranno future iniziative contro violenza e razzismo?

Riguardo i giocatori, per fare un paragone tra le due ultime stagioni gli infortuni non hanno aiutato. Se poi non sono stati in forma non è colpa loro, ma nostra, dobbiamo migliorare l’allenamento collettivo. Poi c’è stata la partita con il Bayern. Cose che purtroppo succedono, i risultati non riflettono i veri valori in campo ma ci possono essere ripercussioni. Mi è piaciuta la reazione, il derby vinto con la Lazio è stata una delle migliori partite degli ultimi 2 anni. La grinta vista in quella partita mi fa sperare bene. Vorrei si smettesse di dire che sono contro la Curva Sud, non è vero. E’ un fattore importante e lo sarà di più con il nuovo stadio. Solo una piccola percentuale di tifosi causa problemi, ma succede anche altrove, non solo a Roma. In ogni modo non aiutano la squadra, in casi di razzismo e violenza prenderò sempre una posizione contraria, sempre e comunque, e difenderò i giocatori se i tifosi saranno ingiusti con loro. Roma Cares sta lavorando bene e abbiamo importanti iniziative in programma per il futuro.

Tra qualche mese Francesco Totti compirà 39 anni. La sua idea sul suo futuro? C’è una decisione? La sua presenza in squadra vi condiziona per la scelta del centravanti?

Francesco è un giocatore incredibile e qualcosa di fondamentale per la Roma. Avrà un ruolo in questa squadra fin quando lo vorrà. E noi vorremmo che fosse un ruolo importante. E’ il suo ultimo anno di contratto, non abbiamo ancora parlato, ma ogni decisione sarà concordata. Finché giocherà sarà un arma in più, sono certo che farà parte della Roma a vita. Vorrei anche che i nostri giovani arrivino al suo ottimo stato di forma.

Negli ultimi anni la Roma ha dovuto vendere pezzi pregiati, come Lamela e Marquinhos, di fronte a grandi offerte. Il trend sarà lo stesso o ci sono incedibili?

Durante il mercato non ci scopriamo troppo, quando vendiamo ci pensiamo sempre bene, sono decisioni razionali. La situazione di Benatia è stata particolare, con l’incasso di Marquinhos abbiamo comprato altri giocatori. Anche Lamela è stato un affare. La scorsa settimana ero a una festa di compleanno in Sardegna e oltre a tanti investitori c’era anche il proprietario del Tottenham, non riuscivano a capacitarsi dell’affare che avevamo fatto. Avremmo voluto tenere Benatia, ma alla fine è stato anche quello un buon affare, si reinvestono gli introiti per rafforzare la squadra.

Secondo lei cosa non ha funzionato quest’anno? Quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?
Sicuramente c’è bisogno di una maggiore collaborazione, non do la colpa a nessuno ma abbiamo visto che lo scorso anno non siamo stati in forma e abbiamo avuto molti infortunati. Ho cominciato a pensare ad un nuovo staff tecnico già a gennaio e abbiamo individuato i migliori a livello mondiale. L’ultimo giorno della stagione abbiamo deciso chi dello staff attuale sarebbe rimasto e chi no, anche Rudi è rimasto sorpreso della nostra organizzazione. Strotman e Castan, che hanno lavorato con entrambi gli staffi, hanno detto di essersi trovati molto bene. Questi cambiamenti ci faranno diventare uno dei migliori club del mondo. Anche la stesssa Trigoria è cambiata notevolmente

Le faccio una lista di calciatori in bilico: De Sanctis, Astori, Doumbia, Cole e Gervinho. Bisogna aspettarsi una rivoluzione per la prossima stagione? Qual è il budget di mercato, alla luce del secondo posto?
Non farò nomi e non parlerò di eventuali trattative, non ha senso farlo mentre il mercato è in corso. Qualche tifoso potrebbe rimanere deluso perché magari vendiamo un calciatore che per il tifoso è importante ma lavoriamo per migliorare la squadra. Faremo quello che importante per la squadra e ciò che è necessario per rinforzarla. Il budget dipende da vari fattori, come gli ingaggi, le spese e la partecipazione alla Champions. E’ stata fondamentale la vittoria nel derby perché non dobbiamo fare i preliminari ad agosto e questo ci da molta flessibilità ma non farò nomi.

Su quali basi ricomincia quest’anno il rapporto tra la Roma e Garcia? Le decisioni prese dalla società, dallo staff tecnico fino alla cessione di Gervinho, sono state prese con lui?
Rudi non voleva dire esattamente quello che ha detto in quella conferenza, non si è espresso bene. Abbiamo parlato in seguito per telefono e sa di aver sbagliato. Credo che possiamo competere con la Juventus e batterli. Per quanto riguarda lo staff medico ci siamo visti a dicembre con Rudi, Walter ed Italo ed abbiamo cercato le figure nuove per migliorare la situazione e quindi sia la squadra che Rudi erano presente. Se Gervinho resta o parte il parere di Rudi importa e come, perché lui decide le strategie di gioco. Anche Garcia fa parte di questo processo decisionale. Per quanto riguarda quello che ha detto sulla Juventus, si è soltanto espresso male. A breve termine la Juve ha un fatturato maggiore e cercheremo di superarli con la costruzione dello stadio.