Calciomercato, Zdenek Zeman nuovo allenatore Lugano

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Giugno 2015 20:34 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2015 20:34
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Zeman foto LaPresse

LUGANO, SVIZZERA – Dieci dimissioni, otto esoneri ma anche tre promozioni e, soprattutto, un calcio champagne che ha fatto innamorare di sé. La storia calcistica di Zdenek Zeman si arricchisce di una nuova puntata, stavolta in terra elvetica. L’ennesima, per quello che è diventato ormai un personaggio simbolo del calcio, non solo italiano. Dopo l’amara esperienza a Cagliari Zeman ha deciso di ricominciare dal Lugano, appena promosso nella Super League svizzera. E’ bastata una stretta di mano a Roma tra il tecnico boemo e il presidente del club Angelo Renzetti per darsi appuntamento a mercoledì, quando Zeman e il suo staff giungeranno a Lugano per cercare di scrivere un’altra pagina della storia calcistica di un personaggio imprevedibile e mai scontato. Il patron del club è riuscito a coronare quello che nei giorni scorsi aveva già definito un sogno: “Sono felicissimo, è stato un incontro molto costruttivo. Per il Lugano è un grande exploit – ha raccontato Renzetti ai media svizzeri -. Ora dobbiamo vincere la battaglia sul campo, mantenendo il posto in Super League”.

Zeman è reduce dalla travagliata stagione al Cagliari che avrebbe dovuto sancire la sua rivincita dopo l’amaro epilogo due anni fa alla Roma, la squadra forse più amata dal tecnico boemo, ma le cose non sono andate come dovevano. Adesso riparte dalla Svizzera dove i tifosi del Lugano sperano che Zeman possa rinverdire i miracoli di Foggia e Pescara. “Per decisione di Zeman – si legge sul sito del club – la preparazione avverrà interamente a Lugano e le partite amichevoli verranno disputate contro squadre non di Super League, essendo intenzione del tecnico di plasmare la squadra e darle un gioco conso-no alle sue idee tattiche”. L’uomo dal carattere introverso, taciturno, sempre avvolto nel fumo delle sue sigarette, pensieroso, è un emblema del calcio, una specie di filosofo, con un’etica che non sempre è andata d’accordo con tante delle regole non scritte che reggono il sistema del calcio. Si ricordano le sue polemiche sull’abuso di farmaci, le critiche alla Juve, i taglienti giudizi su calciopoli e Moggi.

Con le sue prese di posizione ha sempre diviso il pubblico fra ammiratori e detrattori, amici e nemici. Fautore di un calcio tutto attacco e brillantezza, Zeman e’ l’inventore del 4-3-3, capace di dare grandi soddisfazioni in attacco, ma anche parecchie grane in difesa. Al Cagliari le cose non sono andate per il verso giusto, ma anche in passato il tecnico boemo aveva vissuto periodi bui, come a Foggia nell’86 (primo esonero in carriera), ma quattro anni dopo quella delusione si rifece con gli interessi portando il club in Serie A in una storica promozione, salvo poi decidere di chiudere lì l’avventura. Poi il ‘salto’ con la Lazio: due stagioni, e a meta’ della terza ecco l’esonero, con Dino Zoff al suo posto. Poi a sorpresa due anni alla Roma (dal ’98 al ’99), e alla fine dell’esperienza giallorossa un addio particolare: due mesi dopo la firma del rinnovo per la stagione seguente, in piena estate, arrivò infatti Capello a togliergli il posto.

Nella tormentata carriera del tecnico di Praga c’e’ spazio anche per un altro esonero significativo, a Napoli nel 2000, seguito da quello del 2002 quando era alla Salernitana. Fra il 2004 e il 2006 e’ invece lui ad andarsene da Avellino, Lecce e Brescia alla scadenza contrattuale. Sulla scena internazionale, Zeman ha avuto un’esperienza breve, e conclusa con un licenziamento, alla Stella Rossa di Belgrado (2008) e al Fenerbahce, in Turchia, ma lì la risoluzione del contratto era stata concordata con il club. Adesso la Svizzera con la speranza di una rivincita e non di un’altra “Lugano addio”.