Calciopoli, Palazzi: “Illeciti anche dall’Inter. Condizionavano arbitri e designatori”

Pubblicato il 4 Luglio 2011 18:12 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2011 18:48

MILANO – Non significa, almeno per ora, revoca del titolo “di cartone”. Ma quello del procuratore della Figc Stefano Palazzi è comunque un giudizio severissimo nei confronti dell’Inter. Si tratta di un giudizio formale, quello con cui il procuratore motiva l’archiviazione nei confronti della società nella vicenda Calciopoli. Archiviazione dovuta a prescrizione e non perché il fatto non sussiste. Secondo Palazzi, infatti, i fatti sussistono eccome.
Anche il club di Massimo Moratti, secondo il capo della giustizia sportiva, ha infatti “compiuto un illecito” e lo ha fatto “per ottenere dei vantaggi in classifica”, “condizionando” e “facendo pressioni” sui designatori arbitrali.

La decisione sulla eventuale revoca dello scudetto 2006, quello tolto alla Juventus per Calciopoli e attualmente assegnato all’Inter, in ogni caso non spetta a Palazzi. Sarà decisione politica e sarà il presidente Federale Giancarlo Abete a doversene assumere la responsabilità.

Certo, la relazione di Palazzi (che ha archiviato per prescrizione i fatti di Calciopoli imputabili all’Inter) segna decisamente un punto a favore di chi, quello scudetto, vorrebbe vederlo non assegnato a nessuno.

La relazione di Palazzi. Dopo aver riassunto tutte le telefonate tra l’allora dirigente dell’Inter Giacinto Facchetti e responsabili degli arbitri, arbitri stessi e altri dirigenti, il procuratore federale scrive una valutazione completa dell’operato dell’Inter. Il testo integrale della relazione è consultabile dal sito della Gazzetta dello Sport.

Nella sezione valutazione il giudizio di Palazzi è durissimo: “Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006), richiamata sopra per i punti di specifico interesse, e degli altri parametri valutativi cui si è fatto ampiamente cenno nelle pagine precedenti, va rilevato che la condotta del FACCHETI I appare presentare notevoli e molteplici profili di rilievo disciplinare. In questa trattazione specifica della posizione del FACCHETTI , è appena il caso di rilevare che la società Internazionale F.C. di Milano, oltre che essere interessata da condotte tenute dal proprio Presidente che, ad avviso di questa Procura federale, presentano una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l’unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare, come già anticipato nella premessa del presente provvedimento e come si specificherà anche in seguito. Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione telefonica, emerge l’esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, intercorsi fra il Presidente della società INTERNAZIONALE F.C., Giacinto FACCHETTI ed entrambi i designatori arbitrali, Paolo BERGAMO e Pierluigi PAIRETIO, fra i cui scopi emerge, fra l’altro, il fine di condizionare il settore arbitrale.