Calcio scommesse: Bari-Livorno sotto la lente degli 007 federali

Pubblicato il 22 Giugno 2012 15:32 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2012 15:32

BARI – Alfonso De Lucia, atto terzo. Oggi pomeriggio il portiere del Livorno e’ transitato negli uffici della Procura federale per la terza volta in pochi mesi (era gia’ stato sentito a fine marzo e ad aprile).

L’attenzione del pool degli 007 federali e’ stata anche oggi focalizzata sulla partita di Coppa Italia Bari-Livorno, del 1/o dicembre 2010 (fini’ 4-1 per i locali), match per cui Paolo Tavarelli, amministratore delegato della societa’ austriaca di raccolta scommesse Skysport 365 Gmbh, denuncio’ nel dicembre 2010 un’anomalia nell’eccesso di puntate sulla vittoria della squadra pugliese. ”Speriamo sia l’ultima audizione.

La posizione del mio assistito e’ molto chiara – ha spiegato l’avvocato Luciano Malagnini al termine dell’audizione, durata circa un’ora – ed e’ di assoluta estraneita’. In quella partita disputata da riserve, non gioco’ neppure. Oggi ha dovuto solo fornire ulteriori indicazioni generali in modo che la procura potesse avere un quadro completo sul match”.

”De Lucia aveva gia’ risposto su Atalanta-Livorno – ha quindi aggiunto l’avvocato campano-, gara per cui non e’ neppure stato deferito e al riguardo ci riserviamo eventuali azioni legali verso chi millanta. Su Livorno-Piacenza e’ stato attenzionato invece per un’omessa denuncia e ha patteggiato cinque mesi di squalifica, avrebbe fatto meglio a segnalarla”.

Su Bari-Livorno i federali avevano interrogato ieri anche altri calciatori amaranto come Andrea Luci, Jurgen Prutsch e Simone Salviato, al quale, durante l’interrogatorio e’ stato mostrato anche un video di Youtube con i momenti salienti della partita in modo che il calciatore spiegasse il fallo su D’Alessandro con cui provoco’ il rigore.

Mentre oggi hanno raccolto le impressioni anche dell’ex barese Gianluca Galasso che disputo’ i venti minuti finali di quel match. Ma il calciatore ha dichiarato di aver giocato quella partita correttamente e di non aver notato alcuna anomalia, spiegando agli inquirenti che lui per lungo tempo fu messo fuori rosa e non poteva vivere totalmente lo spogliatoio biancorosso.

Il calciatore della Triestina non avrebbe fornito elementi rilevanti neppure su Bologna-Bari (0-4) del 22 maggio 2011, per cui i collaboratori del procuratore Stefano Palazzi hanno ascoltato anche il team manager del club felsineo, Marcello Sanfelice.

”Ha spiegato quello che doveva spiegare – ha dichiarato il suo legale Gabriele Bordoni – specificando alcuni passaggi in maniera opportuna. Si tratta di un episodio circoscritto”.