Calcioscommesse, Conte: “Sono un coglione” (scarica il Pdf degli interrogatori)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Gennaio 2013 17:06 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2013 17:06
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Antonio Conte (LaPresse)

BARI – Antonio Conte e diversi giocatori hanno sfilato davanti al procuratore di Bari, Antonio Laudati, e ai pm Ciro Angellilis e Giuseppe Dentamaro. I giocatori sono indagati per frode sportiva mentre Conte è persona informati sui fatti.

Nei giorni scorsi la Procura ha chiuso l’indagine legata al filone del Calcioscommesse e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per 27 giocatori. Non per Ranocchia, Gazzi e Barreto: sono fuori dal processo penale, ma rischiano davanti alla giustizia sportiva un deferimento per omessa denuncia.

Antonio Conte ha spiegato ai magistrati come mai non si sia accorto di nulla dandosi più volte del “coglione”. La versione è stata ritenuta credibile, mentre quella dell’ex capitano del Bari, Gillet, “ondivaga”. Anche per questo il tecnico della Juve è fuori dal processo penale e non dovrebbe correre rischi nel procedimento sportivo.

ANTONIO CONTE – “Sono un allenatore che non è amico dei calciatori. Lo faccio per gestir al meglio la squadra. Per questo con me il calciatore non si confida. Non mi sono stai accorto di qualcosa di anomalo accaduto quando allenavo il Bari. Prima della partita con la Salernitana eravamo in festa. Tra i tifosi c’era un forte gemellaggio. Ho riscontrato una sola anomalia: quando la Salernitana segnava si abbracciavano i nostri tifosi con quelli campani… Gillet dice che ci fu una riunione tecnica prima della gara e che Colombo si rifiutò di giocare? Non ricordo assolutamente questa riunione, escludo che le cose siano andate così. Prima della partita dissi di stare molto attenti onde evitare del chiacchiericcio. Cosa voglio dire? Il fatto del gemellaggio. Certo, come dice Kutuzov (SCARICA IL VERBALE) avevo grande gratitudine nei confronti della squadra… E comunque non ricordo e non ho visto litigi prima di Bari-Treviso, così come non ho mai visto Gazzi piangere al cinema in ritiro… E possibile come dice Lanzafame che abbia parlato ai giocatori prima della gara con il Treviso. C’erano due situazioni che ti fanno rizzare le antenne: noi eravamo salvi e c’erano molti ex nel Treviso. Per questo posso aver detto: “Diamoci dentro”. Questo è il senso… Se dietro una partita come quella con la Salernitana c’è un accordo in denaro così importante, mi viene da piangere a sapere che ci stanno dei soldi dietro e che fanno (i calciatori, ndr) anche i figli di puttana. Ci stanno dei soldi e fanno i figli di puttana! Ma qualcuno ha detto che ho preso i soldi anche io?… Mi parlate di buste negli spogliatoi, non è normale che ci siano buste con i soldi. Non esistano più i premi partita…”. Il procuratore Laudati domanda a Conte se non abbia intuito qualcosa, magari dal comportamento dei giocatori. Il tecnico ribatte: “Quello che sto scoprendo è una vergogna. Se lo avessi saputo, gli staccavo la testa una alla volta. Ma un allenatore come fa, come fa. Secondo lei mi fa piacere sapere questo? Oppure mi considero un coglione? Gustinetti, ad esempio, è una bravissima persona. Si portava nelle sue squadre questi delinquenti e non aveva nessun sospetto. Ora è disperato e dice: “Sono un coglione”. E’ un coglione lui, sono un coglione io… Guberti getta il telefono in piscina? E’ qualcosa d’incredibile, c’è grandissima amarezza. Ma come facevano a essere organizzati? Come facevano? Uno mi dice: “hai avuto Doni, Carobbio, Masiello e non ti sei accorto?”. Io gli dico: “Sono un coglione…”. Ma vogliamo parlare di Masiello: avrei gettato mia moglie e mia figlia nel fuoco, mai avrei pensato una cosa simile. Stellini? Conosceva il mio sistema di gioco e avevo bisogno di un collaboratore. Quando è uscita la notizia che si stava indagando su Bari-Salernitana venne da me e mi disse che c’era qualcosa. Lo mandai via brutalmente e non lo feci nemmeno parlare. Gli dissi: “Non mi dire nulla perché sono molto amareggiato e deluso”. SCARICA IL VERBALE DI CONTE

ANDREA MASIELLO — “Qualche giorno prima di Bari-Treviso, negli spogliatoi, Santoruvo, disse ad ognuno di noi giocatori se ci stavamo ad alterare il risultato. Solo io, Galasso, Gazzi e Stellini abbiamo rifiutato. I soldi li ha presi a Treviso, dopo la partita, l’ex moglie di Rajcic. Il portavoce del Treviso secondo me era Pianu. Anche Marchese rifiutò la proposta. Stellini disse a Esposito, negli spogliatoi, che se si fosse accorto di qualcosa di strano durante la partita sarebbe uscito dal campo e avrebbe denunciato tutti. Il tecnico Conte non sapeva nulla. Per quanto riguarda Salernitana-Bari, Esposito, De Vezze, Santoni e Stellini negli spogliatoi ci chiesero di perdere in cambio di denaro perché avevano preso accordi con quelli della Salernitana. Negli spogliatoi erano presenti tutti i calciatori, tranne Bellomo, Infimo e Galano. Abbiamo detto di sì perché le tifoserie erano gemellate ed eravamo già promossi. Mi chiede se Conte sapeva? No, non sapeva nulla… Mi ricordo che in ritiro a Salerno, il giorno prima della gara, Guberti telefonò a Fusco, capitano della Salernitana, davanti a tutta la squadra per parlare dell’accordo. Dopo Guberti ha buttato in piscina il telefono usato… Una volta tornati a Bari, di mattina, siamo andati a casa di Esposito che distribuiva le quote. Io ho preso 7.000 euro. I soldi sono stati consegnati anche ai calciatori che non hanno giocato ma avevano accettato l’accordo”.

MARCO ESPOSITO — “Mi chiede di Bari-Treviso? Ho preso soldi per quella partita. C’era chi non voleva fare la combine, come Stellini. Fu Rajcic a darmi 20.000 euro. Ricordo una riunione negli spogliatoi e non ci fu una decisione unanime. Ganci, Santoruvo e Rajcic erano sicuramente a favore. Gillet disse di non aver preso i soldi ma secondo me li ha presi perché non disse nulla quando negli spogliatoi qualcuno propose di perdere. Anche Belmonte ha preso i soldi… Per quanto riguarda Salernitana-Bari, ci fu un incontro con Fusco e Ganci, poi c’era una persona che diceva di essere il vicepresidente della Salernitana. Andammo io, Stellini, De Vezze e Santoni. Ci proposero 150.000 euro. Tutti a Bari ci chiedevano di perdere. Lo dicemmo ai ragazzi e loro ci dissero che senza soldi avrebbero giocato per vincere. Per De Vezze e Guberti soldi erano pochi… Ranocchia, Gazzi e Barreto non furono coinvolti. Dopo la partita passarono da casa mia per avere i soldi. Lanzafame arrivò prestissimo. “Ma come hai fatto” dissi. Era mattina presto, fu il primo”.

JEAN FRANCOIS GILLET — “Prima della gara contro la Salernitana ci fu una riunione tecnica e Colombo, che non giocava spesso, disse di non voler scendere in campo se la squadra fosse entrata moscia”. Il pm gli chiede di spiegare meglio il comportamento di Conte e visto il tentennamento del portiere lo riprende: “L’ho già sentita come teste e lei ondeggiava parecchio. E io m’infastidisco. Ha il diritto di dire il falso, però non ondeggi, faccia delle scelte senza passare da una versione all’altra…”. Gillet allora precisa: “Conte prese atto del fatto che Colombo non voleva scendere in campo”. Gillet nelle scorse settimane ha mandato un fax alla Procura di Bari proprio per rivedere queste parole. In pratica è una marcia indietro…

DAVIDE LANZAFAME — “Ricordo una scena che mi colpì molto: Conte ci portò tutti al cinema e Gazzi si mise a piangere per la tensione accumulata nella settimana prima di Treviso. Conte non se ne accorse. Rajcic, Santoruvo ed Esposito vennero da me a propormi di perdere contro la Salernitana. Credo che Conte non sapesse nulla, ma venne singolarmente a dirci di non comportarci male e non agevolare il Treviso. Ci disse che se si fosse accorto di qualche comportamento sleale ci avrebbe sostituiti. Io uscii dopo 20′ per infortunio, ma anche perché ero stanco della situazione. Portarono i soldi nello spogliatoio: mi diedero una busta con 6-7.000 euro dentro. Ricordo che c’era Pianu del Treviso che faceva parte dell’accordo… Per quanto riguarda la Salernitana, quando eravamo in albergo in ritiro De Vezze e Guberti parlarono con Fusco e si accordarono per la cifra. A Bari Esposito mi diede circa 6-7000 euro. Barreto non veniva mai interpellato perché si isolava.

CRISTIAN STELLINI — “Ho avuto contatti con i giocatori della Salernitana: c’erano Fusco e Ganci. Dissero che erano diposti anche ad offrire dei soldi. Io risposi che di soldi non ne volevo sentire parlare. Raccolsi, con il capitano Gillet, tutta la squadra nella palestra. Furono tutti d’accordo per perderla. Sono certo che Donda e Salvatore Masiello non c’erano. Non giocai la gara, ero a Milano per problemi familiari. Al ritorno trovai negli spogliatoi una busta col denaro. Diedi una parte di soldi a Iacovelli e una parte in beneficenza. Conte non sapeva nulla. Per la gara con il Treviso andai da Gillet e dissi “se mi accorgo di qualcosa vi denuncio tutti”. Il giorno dopo venne da me Santoruvo e mi disse che non mi avevano detto nulla perché sapeva che sarei stato in disaccordo. Era stato Gillet a parlare con lui…”. SCARICA IL VERBALE DI STELLINI