Calcio scommesse. I deferimenti senza scandalo, siamo assuefatti alle combine?

Pubblicato il 27 luglio 2012 9:51 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2012 10:10
conte e bonucci

Antonio Conte e Leonardo Bonucci (foto Ansa)

ROMA – L’allenatore della Juventus campione d’Italia rischia fino a un anno di stop, la carriera del suo difensore vice-campione europeo Bonucci potrebbe subire un arresto di tre anni, società gloriose come Sampdoria, Lecce, Torino, Siena ecc.. guardano con apprensione ai tanti punti di penalizzazione che pendono su di loro. E poi i Pepe, i Di Vaio, i Portanova…Quindi le altre inchieste dove ballano altri illeciti, presunti e no, e che coinvolgono Lazio, Napoli, Udinese, Genoa di cui si riparlerà ad agosto, quando cominceranno ad arrivare i primi verdetti. Eppure, rispetto anche alle più fiacche trattative di calciomercato degli ultimi decenni, l’eterna calciopoli italiana è relegata in secondo piano, una nota a piè pagina, un callo fastidioso che increspa appena la superficie di un movimento che si autoassolve a prescindere.

E i tifosi si adeguano, in crisi di astinenza da calcio giocato, completamente assuefatti all’odore di immondizia che circonda la casa del pallone. Sarà che non esiste questa volta, come in ogni thriller mediatico che si rispetti, la figura del cattivo, manca il Joker digrignante, il Moggi della situazione, cui indirizzare tutta la nostra frustrazione. Un Carobbio qualsiasi non fa notizia. Le scommesse non fanno più scandalo. Nessuno rimpiange le pantere della Polizia che attraversano il prato dell’Olimpico per portarsi via i Giordano e Manfredonia degli anni ’80, ma fa impressione vedere che i deferimenti di ieri occupano uno strapuntino piccolo piccolo in prima pagina su La Repubblica, sul Corriere della Sera, su La Stampa. Il Fatto Quotidiano relega la “stangatina” del procuratore federale Palazzi a pagina 18 dello sport.

Tutta la Juventus si schiera compatta con il suo allenatore e i suoi giocatori, in dubbio pro reo, tanto di quello che decide la Fgci, siano stelle o squalifiche, non se ne cura punto. Infine, che vuoi che conti che 45 teserati siano finiti sotto accusa e 13 squadre siano coinvolte a vario titolo. L’omessa denuncia non è quella di Conte ma quella di ogni tifoso che turandosi il naso e chiudendosi gli occhi, patteggia (lo farà Conte?) con gli elementari principi di lealtà sportiva.

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