Calcioscommesse, Omar Milanetto risarcito per ingiusta detenzione

Pubblicato il 21 febbraio 2018 16:39 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018 16:39
Calcioscommesse, Omar Milanetto risarcito per ingiusta detenzione

Calcioscommesse, Omar Milanetto risarcito per ingiusta detenzione. ANSA/ RAFFAELE RASTELLI

GENOVA – L’ex calciatore ed ex dirigente del Genoa Omar Milanetto fu detenuto ingiustamente e per questo va risarcito con 30 mila euro. Lo ha stabilito la corte d’appello di Brescia. Il giocatore era finito in carcere dal 28 maggio al 4 giugno 2012 e poi ai domiciliari per 10 giorni, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse, per la partita Lazio-Genoa del 2011. La sua posizione era già stata archiviata in fase di udienza preliminare. Il legale Maurizio Mascia aveva chiesto un risarcimento di oltre 500 mila euro.

“La decisione della corte di appello di Brescia restituisce ufficialmente a Omar Milanetto l’onore sottrattogli con l’arresto ingiusto del 2012, eseguito davanti ai suoi figli in tenera età e addirittura filmato dalla polizia giudiziaria”. Lo afferma l’avvocato Maurizio Mascia, difensore dell’ex calciatore dopo la decisione dei giudici bresciani di riconoscere un risarcimento di 30 mila euro pere ingiusta detenzione.

“Le immagini di quell’arresto insensato – prosegue Mascia – ordinato per di più da un giudice incompetente per territorio e condite dai commenti colpevolisti dei soliti soloni, servirono solo a violare in mondovisione la dignità di un innocente. Milanetto è stato dichiarato estraneo a ogni associazione o fatto criminale anche dalla giustizia sportiva, in ben tre gradi di giudizio”.

I giudici hanno riconosciuto all’ex giocatore del Genoa un indennizzo di base superiore alla media “in considerazione delle conseguenze dannose patite da Milanetto. Non può non tenersi infatti conto della notorietà dei personaggi l’arresto aveva avuto un risalto eccezionale sulla stampa”.

L’avvocato Mascia aveva chiesto la liquidazione del danno in via equitativa, sottolineando che il massimo previsto dalla legge è di 516 mila euro. Il procuratore generale aveva quantificato il danno in 6 mila euro, mentre la corte ne ha liquidati 30 mila anche in base ai danni psichici e fisici patiti dal calciatore.