Calhanoglu: dal saluto militare con la Turchia, al gol in Milan-Lecce

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 20 Ottobre 2019 21:32 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2019 21:32
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Il saluto militare di Calhanoglu e degli altri calciatori della Turchia

MILANO – Settimana intensa per Calhanoglu. Il calciatore del Milan era reduce da una settimana di polemiche per il suo saluto militare pro Erdogan con la maglia della Turchia ma al ritorno in Italia ha saputo ritrovare la serenità e ha fatto subito la differenza andando a segno contro il Lecce.

Il turco è stato agevolato dall’atteggiamento del Milan che rispetto ad altri club si è trincerato su un “no comment”. La Roma invece, tramite Fonseca, ha condannato l’atteggiamento del suo turco, Cengiz Under, affermando che calcio e politica vanno separate. 

“Il post pubblicato da Under su Instagram con il saluto militare e le bandiera della Turchia? Non rivelerò quello che ci siamo detti all’interno della squadra, però posso dire che stamattina ho letto un’intervista di Valdano in cui parlava della situazione catalana e spiegava che calcio e politica non devono dormire nello stesso letto. È un’espressione che condivido, e anzi per me calcio e politica sono due cose ben distinte e separate che non devono neppure entrare nella stessa casa. Non mi piace mischiare questioni politiche con la nostra professione”.

Così il tecnico della Roma, Paulo Fonseca, durante la conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Marassi con la Sampdoria. I giallorossi hanno giocato oggi a Genova pareggiando per zero a zero, Under non è stato del match perché era infortunato. 

Dello stesso parere di Fonseca è Leonardo Bonucci. Il difensore della Juventus è stato chiamato in causa per il saluto militare del suo compagno di squadra, il turco Demiral. Bonucci ha parlato di questo argomento durante il ritiro della Nazionale. 

“Cosa penso del saluto militare dei calciatori della Turchia? La politica e lo sport devono essere separati perché lo sport deve essere passione e divertimento. Io sono per la non violenza e la guerra fa male a tutti. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ma non è giusto farlo su un campo di calcio”(fonte Ansa).