Campionato di calcio, due italiani su tre contrari alla ripresa

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Aprile 2020 13:29 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2020 13:29
Campionato di calcio, due italiani su tre contrari alla ripresa

Campionato di calcio, due italiani su tre contrari alla ripresa (Foto archivio Ansa)

ROMA  –  Due italiani su tre, il 64% per l’esattezza, sono contrari alla ripresa dei campionati di calcio professionistici.

La motivazione prevalente, per quasi la metà dei contrari, è che giocare non sarebbe sicuro dal punto di vista sanitario, mentre un terzo crede che rappresenti un settore come tutti gli altri e quindi non debba essere privilegiato l’accesso a test e tamponi.

È quanto emerge da un sondaggio condotto da IZI in collaborazione con Comin & Partners.

Dello stesso avviso sono quanti si dichiarano “molto” o “abbastanza” tifosi di calcio, che rappresentano quasi il 60% degli intervistati.

Anche fra questi oltre la metà (51%) è contraria al riavvio dei campionati, sia pure a porte chiuse.

Solo un terzo (36%) si dichiara favorevole alla ripartenza di campionati.

Fra questi la metà lo ritiene un volano di crescita economica troppo importante per il Paese. 

Mandare avanti i campionati, poi, per il 26% significa evitare che la crisi infligga un duro colpo anche alle società professionistiche.

Solo al 19% dei favorevoli interessa, invece, che sia assegnato un vincitore.

Secondo il 4% degli italiani, infine, il calcio a porte chiuse non sarebbe vero calcio.

A decidere le sorti dei campionati nel nostro Paese dovrebbe essere il governo per il 77% degli italiani mentre per il 15% l’ultima parola spetterebbe alla Figc e per il restante 8% al Coni.

Fra gli appassionati di calcio il 70% ha dichiarato che nei due mesi di quarantena ha sentito molto o abbastanza la mancanza delle partite.

La voglia di calcio tuttavia non è stata colmata in alcun modo dal 44% dei tifosi, mentre il 24% ha visto vecchie partite in televisione, il 17% video in rete e il 15% ne ha parlato con gli amici al telefono o in chat. (Fonte: Comin&Partners)