Campionato Seria A, quest’anno è andato. Il ministro Spadafora: “Lo stop ce lo chiederanno le società”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Aprile 2020 10:44 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2020 10:48
Campionato Seria A, quest'anno è andato. Il ministro Spadafora: "Lo stop ce lo chiederanno le società"

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora (Ansa)

ROMA – Il campionato di quest’anno è andato, concentriamoci sul prossimo.

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora l’ha dichiarato chiaramente in televisione, a La7: stop al campionato di serie A 2019/2020, se ne riparla il prossimo anno, meglio metterci una pietra sopra quest’anno dell’incertezza, come del resto hanno fatto in Francia e in Olanda che hanno bloccato Ligue 1 e Eredivisie. 

Oggi Spatafora – a dispetto di una Lega descritta come scalpitante e ansiosa di riprendere – ha ribadito che il “sentiero è stretto” non per volontà repressiva del governo, ma perché saranno proprio le società a chiedere la sospensione definitiva.

“Penso che la prossima riunione della Lega Serie A potrebbe riservare una sorpresa: la maggioranza dei club potrebbe chiederci di sospendere questa stagione e prepararsi nel migliore dei modi al prossimo campionato”.

“Vedo il sentiero della ripresa del campionato sempre più stretto. Io penserei a organizzarmi per riprendere in sicurezza il nuovo campionato che dovrà partire a fine agosto”, ha detto Spadafora.

La linea del Governo sembra tracciata, che non fa questioni sulla ripresa degli allenamenti in sicurezza, ma invita i presidenti a voltare pagina, a organizzarsi per una scadenza più a medio termine.

“La ripresa degli allenamenti non significa assolutamente la ripresa del campionato – ha sottolineato il ministro – ma sarebbe un segnale importante soprattutto per i calciatori che sono fermi ormai da tante settimane”.

Ancora, ha aggiunto Spadafora, “se fossi nei presidenti delle società di calcio penserei soprattutto ad organizzarmi per riprendere in sicurezza il nuovo campionato che dovrà ripartire a fine agosto.

Le decisioni che stanno prendendo anche gli altri Paesi, come ieri la Francia, potrebbero indurre anche l’Italia a seguire quella linea che diventerebbe, a quel punto, una linea Europa”. (fonte Agi, La7)