Carlo Tavecchio da Graziano Delrio: avoca a sè delega Claudio Lotito

Pubblicato il 17 febbraio 2015 23:44 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2015 23:44
Carlo Tavecchio da Graziano Delrio: avoca a sè delega Claudio Lotito

Tavecchio nella foto LaPresse

ROMA – Carlo Tavecchio e Malagò a Palazzo Chigi per parlare con il governo, rappresentato da Graziano Delrio, e il risultato dell’incontro e’ una prima risposta alle polemiche degli ultimi giorni: il presidente della Figc gestirà in prima persona le riforme necessarie al calcio, avocando a sè la delega assegnata all’inizio del suo mandato a Claudio Lotito, consigliere federale della Lega di serie A.

La telefonata con Lotito registrata dal dg dell’Ischia Iodice e le frasi sul Carpi, le scintille col presidente della Lega di B Abodi, la crisi della Lega Pro tra vittorie elettorali e aventiniani: il clima degli ultimi giorni era rovente, e Delrio aveva censurato le parole del presidente della Lazio nella telefonata, per la quale la procura federale ha aperto un fascicolo di pari passo con un altro sullo sfogo di Lotito contro il designatore di B, Farina.

Delrio, aveva anche pubblicamente invitato la Figc ad ”affrontare un serio cambiamento di approccio”. Stasera l’incontro in cui, come sottolinea la Federcalcio, ”Tavecchio ha illustrato lo scenario e le sue valutazioni, comunicando che nel consiglio federale di fine mese saranno portati in discussione provvedimenti finalizzati a dare nuovo slancio al percorso di riforme già iniziato dalla Figc assumendone la responsabilità in prima persona”. Lotito continuerà a occuparsi di riforme come consigliere di Lega A, ma la delega non c’è più. Gli avversari politici chiedevano un passo indietro.

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”Iodice ha teso un tranello da era sovietica, ma Lotito e’ in preda al delirio di onnipotenza come Mussolini”, ha detto oggi l”alleato’ Zamparini. ”Aspetto ancora qualche giorno, se Lotito si prende spazio e’ perché gli altri glielo lasciano, è anche colpa nostra”, le parole di Abodi. Ora e’ arrivato il passo ‘avanti’ di Tavecchio. Per placare le polemiche e accelerare sulle riforme.