Casillas ricorda l’infarto: “Se non fossi stato in campo, ora sarei morto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Aprile 2020 15:49 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2020 15:49
Casillas ricorda l'infarto: "Se non fossi stato in campo, ora sarei morto"

Casillas ricorda l’infarto: “Se non fossi stato in campo, ora sarei morto” (foto Ansa)

MADRID (SPAGNA) – Iker Casillas è tornato a parlare dell’infarto che lo ha colpito lo scorso 1 maggio mentre si stava allenando con il Porto.

Riportiamo di seguito, le dichiarazioni rilasciate dall’ex portiere della Nazionale Spagnola a “As”.

“Ricordo l’infarto come se fosse ieri… ero terrorizzato. Mi sono salvato unicamente perché mi trovavo in campo. 

Se fossi stato in casa o in qualsiasi altro posto, a quest’ora sarei morto… devo tutto al medico del Porto che mi ha salvato la vita. 

In quei casi è fondamentale agire in fretta. Il medico del Porto è intervenuto immediatamente. Se non lo avesse fatto, non sarei qui a raccontarlo…”.

Coronavirus, l’idea di Casillas: “Terminare la stagione a dicembre, in concomitanza con l’anno solare”.

Terminare la stagione a dicembre, in concomitanza con l’anno solare: la proposta è dell’ex numero uno della Spagna e candidato alla presidenza della federcalcio iberica Iker Casillas.

Secondo l’ex portiere del Real Madrid e del Porto, visto che la stagione calcistica potrebbe essere posticipata di “3 o 4 mesi” per l’emergenza coronavirus, si potrebbe finire il campionato a dicembre con l’anno solare e adattarsi così alla Coppa del Mondo del Qatar del 2022, che si terrà a novembre.

    La proposta di Casillas non ha trovato però il gradimento del presidente della Liga Javier Tebas, secondo il quale questa idea comporterebbe un danno per le casse dei club. (fonte ANSA).