Il caso Balotelli finisce pure sul Wall Street Journal

Pubblicato il 27 Aprile 2010 14:54 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2010 15:10

Un malinconico Mario Balotelli in panchina

Il caso Balotelli attraversa l’Oceano e sbarca addirittura sul Wall Street Journal, il più diffuso e autorevole quotidiano finanziario degli Stati Uniti, che dedica alle controverse ‘gesta’ del giovane attaccante dell’Inter un’intera pagina con tanto di foto.

Lo spunto da cui parte l’analisi del giornale è la maglia scaraventata a terra dall’attaccante dell’Inter dopo la contestazione dei tifosi durante la semifinale di Champions League vinta dall’Inter contro il Barcellona. Balotelli è ritratto nella foto proprio mentre sia avvia negli spogliatoi senza casacca a testa bassa con fare imbronciato. E il titolo del pezzo sintetizza in una riga il senso di tutto l’articolo: “Quello senza maglia che ha bisogno di crescere”.

Gabriele Marcotti, che firma il pezzo, ricorda la bocciatura netta del patron dell’Inter Massimo Moratti (che ha parlato di “suicidio pubblico” di Balotelli) e osserva come “mancare di rispetto ai colori e alla maglia del club è blasfemia agli occhi dei tifosi”. Il Wsj ripercorre poi la storia del “più precoce e talentuoso”  giovane partorito dal calcio italiano negli ultimi decenni: dalla nascita in Sicilia 19 anni fa da immigrati ghanesi, all’adozione da parte di una famiglia italiana ‘bianca’; dalle contestazioni “razziste” subite in alcuni stadi, alle aspettative di quanti immaginavano per lui un ruolo di “testimonial del multiculturalismo”, che avrebbe aiutato ad “abbattere i pregiudizi e a portare l’Italia a fianco di Paesi come l’Inghilterra, l’Olanda e la Francia, dove l’immigrazione é ormai alla seconda e terza generazione”.

Ma quest’ultimo, osserva il Wsj, “é un ruolo che Balotelli rifiuta”: probabilmente, per il suo carattere, è inadatto a recitare una parte del genere. “O forse – scrive Marcotti –  è semplicemente troppo giovane”. Secondo il giornale infatti, nessuna pseudo-analisi caratteriale può aiutare a comprendere “la tempesta” che si agita nel ragazzo. Se non la considerazione che “le sue doti lo hanno spinto troppo presto sotto i riflettori”, con una “spavalderia” che spesso sfocia in “mancanza di disciplina”: “Nulla che la semplice e inevitabile crescita del ragazzo non possa risolvere”, conclude il Wall Street Journal.