Cesena-Napoli 1-4: Lavezzi, Hamsik e Cavani è poker d’assi!

Pubblicato il 26 Settembre 2010 14:20 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2010 14:22

Cesena-Napoli 1-4 gol di Parolo al 48′, Lavezzi 72′, Hamsik 81′, Cavani 88′ e 90′ .

Primo tempo da sbadagli tra Cesena e Napoli. Gli azzurri prendono in mano la partita ma la loro manovra offensiva è troppo lenta.

Gli emiliani cercano di conquistare il pallone e partire in contropiede. E’ questa la chiave tattica della partita del Dino Manuzzi.

Nei primi 45′ di gioco si mettono in evidenza Ezequiel Lavezzi, autore di buoni dribbling, Marek Hamsik, con una bella conclusione a rete, e Francesco Antonioli, due buone parate per lui.

Nella ripresa il Cesena parte forte e Parolo porta in vantaggio i suoi al 48′. Per lui si tratta della prima rete nel campionato di Serie A. Il centrocampista ha sfruttato un errore di Cribari.

I cambi di Mazzarri risolvono la partita. Ezequiel Lavezzi fa 1-1 su assist di Dossena.

Il Napoli segna la rete del 2-1 grazie ad un rigore molto dubbio di Marek Hamsik. La magia di Edinson Cavani chiude il match: 3-1 per il Napoli.

Non è finita: Cavani fa doppietta con un tiro a giro di destro su assist di Lavezzi.

Come vedere la partita in streaming: My2P, Roja Directa e Diretta sono i siti di riferimento per gli utenti di Internet che seguono le gara in diretta live streaming in tempo reale.

Introduzione alla partita:

Nella conferenza stampa prepartita, il tecnico del Cesena, Massimo Ficcadenti, ha dato la sua visione del match contro il Napoli: “Questo Cesena ha una sua identità che non dobbiamo perdere. Per potenziale e per investimenti fatti il Napoli rimane una delle prime 6-7 squadre del campionato. In particolare dovremmo stare attenti ai loro attaccanti, gente come Cavani e Lavezzi, e avere pazienza a fare girare palla prima di trovare una soluzione in avanti. Ultimamente il Napoli ha evidenziato qualche problema di troppo in difesa e quindi quando attaccheremo dovremmo sfruttare i loro punti deboli.
Squadra in campo? Ceccarelli e Nagatomo sono tra quelli che hanno più facilità di corsa e di recupero, quanto a Malonga, che è un’alternativa a Bogdani, non credo partirà già dall’inizio”

Intanto, questi i convocati bianconeri per la sfida agli azzurri: Portieri: Antonioli, Cavalieri
Difensori: Benalouane, Ceccarelli, Lauro, Nagatomo, Von Bergen, Pellegrino
Centrocampo: Appiah, Caserta, Colucci, Parolo, Schelotto, Jimenez, Tachtidis, Gorobsov
Attaccanti: Ighalo, Malonga, Bogdani, Giaccherini

Il Cesena è chiamato a riscattare la sconfitta per 2-0 rimediata a Catania al termine di una gara deludente. Ficcadenti deve fare a meno degli infortunati Chiavarini, Budan, Fatic e Piangerelli ma recupera Jimenez almeno per la panchina. Nel solito 4-3-3 linea difensiva con Pellegrino e Von Bergen al centro, Nagatomo a sinistra (in vantaggio su Lauro) e Ceccarelli a destra. A centrocampo Colucci al centro con Appiah e Parolo intermedi. In attacco Schelotto e Giaccherini esterni molto alti in supporto di Bogdani.

Dopo il clamoroso ko interno con il Chievo, il Napoli deve lanciare un segnale importante ai propri tifosi. Mazzarri dovrebbe operare diversi cambi in formazione, considerando anche i tanti impegni ravvicinati e le condizioni approssimative di tanti elementi della rosa. Non convocati Grava e Blasi. Davanti a De Sanctis spazio a Santacroce (in vantaggio su Campagnaro) e Aronica con Cannavaro centrale. A centrocampo potrebbe rientrare Zuniga a destra, conferma per Dossena a sinistra. Gargano (in vantaggio su Pazienza) dovrebbe far coppia con Yebda. In attacco potrebbe esserci inizialmente panchina per Cavani che finora ha sempre giocato. Quindi inserimento del principito Sosa, convocato ieri in nazionale, con Hamsik in supporto di Lavezzi in versione prima punta.

E’ stato un allenatore di grande esperienza e ha guidato anche il Napoli calcio. Gianni Di Marzio è uno dei più grandi intenditori di calcio. Esperienze importanti come tecnico. Un profondo conoscitore anche delle vicende della squadra partenopea, essendo lui stesso nativo di Napoli. L’abbiamo sentito per capire questo inizio incerto del club campano, non tanto convincente né in campionato, né in Europa League. Eccolo in questa intervista in esclusiva per ilsussidiario. net.

Di Marzio, questo Napoli sta facendo fatica, non sarà anche per la partenza di Quagliarella?

Certo il Napoli sta facendo fatica. Personalmente penso che la partenza di Quagliarella non sia stata la cosa più giusta. Io avrei tenuto un giocatore di così grandi qualità. Tuttavia credo che il Napoli possa ancora far bene in questa stagione.

Quindi è fiducioso sul futuro della squadra campana?

Sono molto fiducioso che il Napoli possa fare cose importanti.

Non crede che però questo Napoli sia Cavanidipendente?

Cavani è un ottimo giocatore, risolutivo in diverse partite. Credo che però il Napoli non soffra delle dipendenza del calciatore sudamericano.

E la coppia Hamsik – Lavezzi?

Molto forti tutte e due. Lavezzi poi ha tanta qualità, tanta fantasia, la capacità di saltare l’uomo e di far giocare così la squadra in superiorità numerica.

Forse quindi questa partenza difficile del Napoli dipende anche da errori, da alcune scelte di Mazzarri?

No i motivi sono tanti. Credo che Mazzarri sia un buon allenatore e saprà tirare fuori la squadra da questo momento difficile.

I problemi magari sono sulle fasce?

Maggio e Dossena svolgono un buon lavoro. Non mi sento di addossargli particolare colpe.

Però la difesa prende troppi gol…

Questo è vero. La difesa ha preso molti gol nell’ avvio di campionato. E’ sicuramente da registrare.

Walter Mazzarri scommette sul suo Napoli. La squadra partenopea scoprirà oggi a Cesena cosa significa giocare alle 12.30, nell’orario più discusso da tutti gli addetti ai lavori: “stravolge ogni logica di preparazione, ma bisogna farlo”, ha commentato l’allenatore. Gli azzurri arrivano dal ko interno contro il Chievo: “I ragazzi ci sono rimasti male e sono i primi a soffrirne. Questo è un gruppo di persone orgogliose ed una delle cose che mi piace di questa squadra”.

Il ‘Dino Manuzzi’ ha visto capitolare Milan e Lecce: “Il Cesena è una delle piacevoli realtà di questa stagione, un po’ come lo è stato sinora anche il Chievo – ha dichiarato Mazzarri -. Ovvio che affrontiamo queste squadre in un periodo della stagione in cui sono al massimo della condizione mentre noi siamo reduci da diversi impegni tra coppa e campionato”.

Il Napoli, ha proseguito l’allenatore, soffre le squadre “che si

chiudono a riccio. Preferiamo quelle che giocano a viso aperto e lasciano giocare per nostre caratteristiche tecniche”. Secondo Mazzarri, contro i bianconeri sarà una partita “con tante incognite a dimostrazione che ormai il calcio è cambiato, c’è un grande livellamento e non esistono partite più semplici di altre”.

Tuttavia i partenopei in trasferta hanno dimostrato di far bene: “Da quando sono arrivato è stata questa la svolta più radicale della squadra. Prima in trasferta si soffriva tantissimo, dall’anno scorso invece si è cambiato registro e mentalità e abbiamo ottenuto risultati importanti e grande costanza di rendimento”. Al ‘San Paolo’, complice la voglia dei giocatori di “stravincere”, “siamo troppo smaniosi e su questo dovremo lavorare”.

Mazzarri lascia spazio al tour over. Probabile che in mediana faccia il suo esordio Yebda. Per il resto, sicuro il rientro di Aronica in difesa al fianco da Cannavaro. Il marcatore di Giaccherini dovrebbe esser il colombiano Zuniga: “Tutti quelli che scenderanno in campo saranno vogliosi, carichi, concentrati e daranno il massimo come sempre”, ha concluso.

Famo­lo strano: e, alle nove del mattino, in ge­nere l’ora in cui si sorseggia il caffè, sta­volta si rivolta il tavolo, si ribaltano le abitudini e si riscrive il menù. All’epo­ca del calcio moderno, con le pay-tv che t’inquadrano non più dal buco della ser­ratura ma intrufolandosi nello spoglia­toio, con le telecamere che scavano i la­biali, c’è un’altra vita da organizzarsi e uno stomaco da educare: niente più brioche e la colazione in effetti è un pranzo, così poco luculliano, così assai alternativo, non certo americano – per fortuna, né uova e né pancetta – così (quasi) indigesto. Cesena-Napoli è ormai già bella e ap­parecchiata nel salone del Manuzzi e per quest’appuntamento conviviale bi­sogna attrezzarsi, immergendosi com­pletamente nel ruolo, tastando se stessi e preparandosi – fisicamente, psicologi­camente – all’impatto con una novità ch’è meno amara di quel che si prevede.

PROVINO – Ore 9, il piatto è caldo: il saba­to di Castelvolturno è un inedito, come la domenica di Cesena, per la quale si prepara tutto ciò. Sveglia all’alba – le sette e trenta – e, alle nove, invece del cappuccino e della crostata – i carboi­drati a rapidissima eliminazione – si va dritto sula pasta o sul riso in bianco, con un secondo costituito dalla bresaola o da una fettina di petto di pollo ai ferri; il contorno è di verdure; la crostata, im­mancabile. E, per chiudere, il caffè. Ce­sena- Napoli, di fatto, è cominciata un po’ prima, con una lezione didattica del dottor De Nicola su effetti, benefici e necessità e, soprattutto, un’opera di convincimento niente affatto semplice, per un popolo che ha radicate tendenze: «Fate conto che vi siete alzati dal letto alle undici, come talvolta capita, e che alle undici e trenta siete stati convocati per il pranzo. Praticamente, non cam­bia niente: l’organismo avvia lo stesso procedimento».

LA TRADIZIONE BRITANNICA – All’inizio in Inghilterra e Sco­zia, il “Lunchtime game” venne introdotto soprattutto per questioni di ordine pubblico. Negli anni ’90, giocare alle 12.45 locali del sabato o della domenica, serviva a far arriva­re allo stadio le fazioni più cal­de delle tifoserie, specialmente gli hooligans, senza troppa bir­ra… in corpo, perché la loro per­manenza nei pub era ridotta al minimo necessario. E quindi la polizia aveva la possibilità di controllare meglio i movimen­ti delle fazioni di sostenitori. In seguito, però, la gara del­l’ora di pranzo è diventata un punto fermo del calendario delle due Premier League (in­glese e scozzese), per esigenze totalmente commerciali.

PARTITE A RISCHIO – Si cominciò con Liverpool-Manchester Uni­ted e viceversa, sfida tra due club divisi da 50 chilometri di auto­strada (o ferrovia). Poi sono di­ventate “classiche” di mezzogior­no i derby di Londra Arsenal-Tot­tenham e Chelsea- Arsenal, ma anche quello della Merseyside fra Everton e Liverpool e quello di Manchester fra City e United. Per non parlare dell’”Old Firm” di Glasgow, che oltre alla rivalità cittadina unisce una fortissima contrapposizione religiosa fra i cattolici del Celtic e i protestanti dei Rangers.

DITTATURA TV – Gli inglesi hanno sfruttato l’esperienza accumulata in oltre 20 anni di partite giocate all’ora di pranzo, quando si è trattato di ven­dere i diritti televisivi del loro cam­pionato all’estero, soprattutto verso i ricchi mercati asiatici, Cina, India, Giappone e Singapore. Grazie al fuso orario, gli incontri di mezzogiorno in Estremo Oriente si vedono in di­retta in “prime time”, raccoglien­do un’audience molto elevata. La differenza sta tutta nella scelta della partita da far giocare. Finora noi abbiamo offerto Bre­scia- Palermo, Bari-Cagliari e do­mani Cesena-Napoli. Oggi l’anti­cipo della Premiership è Man­chester City- Chelsea e domani sarà Bolton-Manchester United (alle 12). Ecco la spiegazione: noi la consideriamo una gara (e ba­sta), loro è un evento.