Cessione Roma: Alemanno svela i tempi della trattativa

Pubblicato il 27 Dicembre 2010 10:04 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2010 10:04

Cessione Roma: Alemanno svela i tempi della trattativa in un articolo de “Il Romanista” a firma di Daniele Galli.

«Faccio i complimenti alla Roma e alla Lazio per quello che hanno fatto nel 2010. Per il 2011 mi auguro, e credo, che la situazione della Roma possa concludersi tra gennaio e febbraio». Laddove per “situazione” Alemanno intende il procedimento di vendita.

Ieri, il Sindaco è tornato a parlarne a Radio Radio. «Non appena passerà la legge sugli stadi, apriremo un dialogo», spiegava Alemanno. Che poi ha lanciato un messaggio: «Il Comune è a disposizione per far costruire gli stadi, ma non per soluzioni speculative». Ci siamo. Gennaio è a un passo. La banca ha posto come termine ultimo per le binding offer, le offerte vincolanti, il 31 del prossimo mese. Oltre, non si dovrebbe andare.

Qualcuno aveva letto nello slittamento dell’ultimatum posto ai potenziali acquirenti una strategia difensiva della banca. La tesi era che Unicredit non avesse in mano nulla di concreto, tranne l’offerta non vincolante della famiglia Angelucci: un’ottantina di milioni di euro, ma la disponibilità a incrementarla a condizioni, economiche, che non avrebbero soddisfatto la banca.

Unicredit ha risposto in maniera piccata alle insinuazioni. «Non è vero – si è difeso Piergiorgio Peluso, responsabile corporate e investment banking Italia della banca – questo è un processo assolutamente trasparente, si stanno facendo approfondimenti perché è un’operazione complessa e questo spiega lo slittamento tecnico che non può non tenere conto delle festività natalizie. Nulla di cui preoccuparsi – ha aggiunto – e comunque gli acquirenti ci sono e sono molto interessati».

Bisogna andare però oltre le parole di Peluso, che essendo uno dei referenti della banca per il procedimento di vendita non potrebbe mai ammettere le difficoltà incontrate da Rothschild e Unicredit nella ricerca degli investitori. Difficoltà sicuramente impreviste, visto che Piazza Cordusio era inizialmente convinta che il vero ostacolo alla cessione fosse la famiglia Sensi. Angelucci a parte, chi sono gli «acquirenti molto interessati »?

La banca sarebbe pronta a calare la carta americana. Un gruppo di investitori a stelle e strisce che sarebbero interessati alla costruzione di uno stadio di proprietà. L’ostacolo sono le carenze normative del nostro Paese. L’iter del disegno di legge che permette di abbattere i tempi di realizzazione non si è ancora concluso. Ci sarebbero, poi, altri due soggetti interessati. Uno sarebbe il fondo Aabar, l’altro un imprenditore italiano. Ma cosa potrebbe succedere se a fine gennaio nessuna soluzione dovesse soddisfare Unicredit? Secondo fonti finanziarie vicine alla trattativa, si potrebbe pensare a una cordata guidata da Rosella Sensi.

Qualche giorno fa è stato spedito un messaggio preciso a MyRoma, l’azionariato popolare giallorosso. È pronto un posto nel Cda dell’As Roma qualora venga raggiunta una soglia minima – si dice, il 5% – del capitale sociale. MyRoma, che adesso è intorno allo 0,01%, potrebbe arrivarci con le deleghe di voto da parte di quegli azionisti che attualmente non partecipano alla vita dell’As Roma. Il flottante, il capitale non in mano ai Sensi, è del 33%. Ecco perché MyRoma è destinata a crescere. Ecco perché potrebbe diventare un interlocutore molto importante per il futuro dell’As Roma.