Champions League: Inter rimonta da sogno con Tottenham, Napoli pareggia a Belgrado

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2018 23:27 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2018 23:28
Champions League: Inter rimonta da sogno con Tottenham, Napoli pareggia a Belgrado

Champions League: Inter rimonta da sogno con Tottenham, Napoli pareggia a Belgrado (Ansa)

ROMA – La Champions League delle squadre italiane inizia con la rimonta da sogno dell’Inter contro il Tottenham e con il pareggio del Napoli sul campo della Stella Rossa. L’Inter è andato sotto contro il Tottenham e all’85’ stava ancora perdendo per uno a zero. Poi la magia, Icardi ha segnato un eurogol su cross di Asamoah e al 92′ Vecino ha segnato di testa su assist di de Vrij mandando in estasi San Siro. Il Napoli ha dominato a Belgrado, ha colpito due traverse con Insigne e Mario Rui, ha mancato una facile occasione da gol con Zielinski, ma non è riuscito a segnare e ora servirà una impresa per eliminare una tra Psg e Liverpool.

Icardi e Vecino firmano la rimonta

Più pazza di così non si può. L’Inter ritorna in Champions League dopo sei anni e lo fa con una partita delle sue: a San Siro gioca, poi va sotto, scompare dal campo, trova il pareggio con Icardi, rimonta e vince in cinque minuti. Tottenham battuto 2-1 all’ultimo respiro, con una zuccata di Matias Vecino che regala ai nerazzurri i primi tre punti europei e, soprattutto, una bella boccata d’ossigeno.

Come a Roma con la Lazio nella sfida decisiva dell’anno scorso, è ancora il centrocampista uruguaiano a fare impazzire i tifosi, in una rimonta che rimarrà a lungo nella testa dei 65mila del Meazza. Luciano Spalletti alla vigilia chiedeva la partita della svolta e un successo come questo può far davvero sterzare i nerazzurri, dopo il pessimo inizio di campionato.

Il tecnico azzecca i cambi e ridà vita ad una squadra che sembrava nuovamente essere scomparsa alla prima difficoltà, affossata anche dalle prestazioni tutt’altro che trascinanti dei suoi big, da Handanovic a Icardi passando per Perisic e Nainggolan. Stavolta, però, il finale è stato diverso. Che non fosse l’Inter delle ultime gare si è intuito in avvio. Un approccio diverso rispetto per i nerazzurri che, anche grazie alla spinta di San Siro, partono concentrati e ordinati, soprattutto quando c’è da andare a pressare.

Spalletti conferma il 4-2-3-1, schierando Skriniar nell’inedita veste di terzino destro al posto dell’infortunato D’Ambrosio e preferendo Politano a Candreva sulla trequarti. Il pressing interista funziona solo in parte, perché il Tottenham sbaglia molto in impostazione ma Icardi e compagni non riescono quasi mai ad approfittarne, se non collezionando corner. Il primo tiro in porta è inglese, con una punizione dalla distanza di Eriksen dopo 13′. Rispondono Nainggolan e Vecino, poco precisi dalla distanza.

La migliore occasione capita al 34′, quando Nainggolan recupera palla su un errore di Vertonghen in piena area ma non riesce a servire Icardi a pochi passi dalla porta. Il finale è di marca inglese, perché sale di giri Eriksen. De Vrij salva su tiro-cross di Son, poi il trequartista danese trova Kane con un lancio millimetrico, ma il capitano degli Spurs non riesce a insaccare a porta vuota dopo aver saltato Handanovic.

Il portiere sloveno è comunque reattivo poco dopo, su un cross basso e velenoso di Aurier. La ripresa, però, si apre con il numero 1 nerazzurro protagonista in negativo: prima respinge centralmente un tiro di Eriksen, poi, con un goffo tuffo, non riesce ad evitare che la conclusione del danese (deviata da Miranda) finisca in fondo al sacco. Tottenham in vantaggio, quindi, e l’Inter sembra tornare a rivedere gli spettri delle ultime uscite. Perisic prova a dare la scossa con un colpo di testa, ma la palla è centrale. Spalletti gioca la carta Candreva, proprio al posto di un evanescente Perisic.

È però ancora il Tottenham ad avere l’occasione per il raddoppio per due volte con Lamela, su cui salva Handanovic. Il vantaggio sembra mettere la partita nelle mani degli Spurs, perché i nerazzurri si allungano e si scompongono, lasciando campo aperto alla velocità degli inglesi. Una gara che sembrava seguire il copione della sfida col Parma, quando alla prima difficoltà Icardi e compagni avevano alzato bandiera bianca.

Non stavolta, perché è proprio il capitano, dopo una prestazione ampiamente insufficiente, a dare il segnale della riscossa: destro al volo su cross di Asamoah e 1-1, con il primo gol stagionale. San Siro diventa una bolgia, perché tutti i 65mila capiscono che la vittoria è lì ad un passo.

La rimonta in 6′ porta nuovamente il segno di Vecino: a due minuti dalla fine, è lui che fa esplodere il Meazza, con un colpo di testa da due passi su torre di De Vrij. L’assalto finale del Tottenham è vano, i tre punti finiscono delle tasche dei nerazzurri. E Luciano Spalletti può tirare un bel sospiro di sollievo, perché l’Inter c’è e vuole svoltare davvero.

Napoli al palo, traverse per Insigne e Mario Rui

Una mancata vittoria che il Napoli potrebbe pagare molto cara. Il pareggio al Marakana di Belgrado è sicuramente un passo indietro per la squadra di Ancelotti, dopo i progressi fatti registrare in campionato con la Fiorentina. Di ostile per gli azzurri c’era solo l’ambiente perché, sul piano tecnico, la Stella Rossa è di un livello nettamente inferiore agli azzurri.

Il Napoli non riesce a scardinare la difesa avversaria. Fa registrare un possesso palla chiarissimo per tutta la partita, ma riesce a creare solo tre-quattro occasioni da gol. Nel primo tempo Insigne colpisce la traversa con un tiro da 25 metri e nella ripresa una conclusione di Milik viene respinta quasi sulla linea di porta da Rodic. Insomma al dominio assoluto del gioco non corrisponde la capacità del Napoli di creare occasioni da gol.

Nel primo tempo i serbi riescono a uscire dalla loro metà campo soltanto in un paio di occasioni. Gli azzurri, però, sono troppo lenti nel far partire l’azione e la difesa della Stella Rossa, rinforzata dai due centrocampisti Jovicic e Krsticic, che si interessano quasi esclusivamente al gioco di contenimento, in un modo o in un altro riesce a contenere gli avversari. Nei primi 45′ la squadra di Ancelotti crea solo due nitide occasioni da gol, con Insigne la cui conclusione da 25 metri viene respinta dalla traversa e con Milik che si libera spostato sulla destra davanti alla porta ma conclude addosso a Borjan.

Ancelotti sceglie di partire con il 4-4-2 ma nella ripresa decide di spostare più avanti l’asse del gioco, sostituendo uno spaesato Allan con Mertens. Gli sforzi di allargare il gioco sulle fasce non vengono premiati. Agli azzurri manca sempre precisione nell’ultimo passaggio e quando le punte vengono messe in condizione di battera a rete non si trovano mai nelle condizioni ottimali.

A centrocampo il giro-palla è troppo lento e la costruzione delle azioni offensive risente in maniera decisiva di questo vizio di origine. Nella parte finale della gara Ancelotti tenta il tutto per tutto e manda in campo Ounas e Hamsik, schierando in pratica la squadra con un 4-2-4.

Nonostante la mossa tattica, però, il tema della partita resta lo stesso. Il Napoli sbatte contro la difesa avversaria, la Stella Rossa cerca soltanto di guadagnare tempo, ma il risultato non si sblocca. Finisce dunque con tanta delusione per Ancelotti e per gli azzurri. Il Napoli è secondo in classifica del girone, ma i due punti persi al Marakana potrebbero risultare decisivi.