Champions League, Barcellona-Manchester United

Pubblicato il 28 maggio 2011 19:45 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 10:21

LONDRA-  E’ difficile non pensare alla storia quando si parla di FC Barcelona, Manchester United FC e Wembley:  Sir Alex Ferguson non può fare altrimenti mentre cerca di bissare il recente successo nel campionato inglese con il quarto titolo continentale.

Lo scozzese ha già riscritto un pezzo di storia con la vittoria del 19esimo titolo nazionale che è valsa il sorpasso sul Liverpool FC in patria. Ma lui non è tipo di dimenticare facilmente anche quando le cose vanno male. Come ha dimostrato durante la conferenza stampa della vigilia a Wembley, tiene molto alle rivincite dopo brutte sconfitte – come quella per 4-0 in casa dell’FC Barcelona nel 1994 da cui lo United seppe rialzarsi per voi vincere la finale di UEFA Champions League del 1999 contro l’FC Bayern München proprio al Camp Nou. Stavolta Ferguson è determinato a cancellare il ricordo della sconfitta contro gli Azulgrana nella finale di due anni fa a Roma.

Ripensando a quel 2-0, Sir Alex ammette: “Eravamo molto delusi dopo quella sconfitta, ma non si tratta di prendersi una rivincita, è solo una questione di orgoglio personale. Siamo molto concentrati e la preparazione alla partita è andata meglio questa volta. Credo che l’ultima volta abbiamo commesso uno o due errori, ma stavolta non andrà così”.

Ferguson ha molti motivi per essere ottimista, tra questi ha citato Wayne Rooney e i suoi “progressi come calciatore in Europa” rispetto al 2009, la coppia centrale quasi insuperabile formata da Nemanja Vidić e Rio Ferdinand e “l’incisività” che ha portato Antonio Valencia da quando è rientrato dall’infortunio. Lo scozzese poi non può dimenticarsi dell’apporto di Javier Hernández, che dovrebbe partire dall’inizio in attacco. “Ha un grande temperamento, velocità, movimento, ha tutto ciò di cui abbiamo bisogno”.

Per lo United è la terza finale in quattro anni, mentre il Barcellona cerca il terzo successo in UEFA Champions League nelle ultime sei stagioni. Per entrambe è la caccia al quarto titolo continentale proprio nello stadio dove hanno vinto il primo. Questi due club stanno vivendo un grande periodo in Europa e Sir Alex crede che ci siano tutti gli ingredienti per una grande classica.

“Il successo che le due squadre hanno avuto nell’ultimo decennio è stato enorme”, ha detto. “Potrebbe essere la finale migliore di questo decennio – il fascino di due grandi squadre con una grande storia è evidente, è una finale affascinante per quello che potrebbe accadere domani. Ci potrebbero essere molti gol, molte emozioni, e ci sarà buon calcio, ne sono certo. E’ tutto pronto, le basi ci sono e speriamo che vada davvero in questo modo”.

Il suo omologo Josep Guardiola si è mostrato altrettanto ottimista. “Quando giochi in finale ed entrambe le squadre vogliono vincere, ed entrambe vogliono giocare, e tutte e due rispettano la palla e cercano di attaccare, per il resto del mondo sarà una grande finale”.

Il tecnico del Barcellona, che Sir Alex aveva pensato di ingaggiare da giocatore prima che lasciasse la Catalogna per l’Italia, crede che la sua squadra a Wembley dovrà giocare meglio di quanto fece a Roma per avere la meglio sui campioni d’Inghilterra. “Dobbiamo fare alcune cose diversamente rispetto al 2009, in termini di intensità nelle diverse fasi di gioco”, ha detto, forse ricordando i primi dieci minuti della sfida di Roma quando lo United ebbe il predominio prima della rete di Samuel Eto’o.

Le formazioni di
Barcellona-Manchester United, finale di Champions League in
programma a Londra (ore 20,45), stadio di Wembley.
Barcellona (4-3-3): 1 Valdes; 2 Dani Alves, 14 Mascherano, 3
Pique’, 5 Puyol; 16 Sergio Busquets, 6 Xavi, 8 Iniesta; 17
Pedro, 10 Messi, 11 Villa. (38 Olazabal, 22 Abidal, 19 Maxwell,
15 Keita, 9 Bojan, 18 G.Milito, 20 Afellay). All.. Guardiola.
Manchester United (4-4-2): 1 Van der Sar; 20 Fabio, 5
Ferdinand, 15 Vidic, 3 Evra; 25 Valencia, 16 Carrick, 11 Giggs,
13 Park; 10 Rooney, 14 ‘Chicharito’ Hernandez. (29 Kuszczak, 8
Anderson, 9 Berbatov, 12 Smalling, 17 Nani, 18 Scholes, 22
O’Shea). All.: Ferguson.
Quote Snai: 1,45 vittoria Barcellona; 2,55 vittoria
Manchester United.
Arbitro: Kassai (Ungheria).

La finale di Wembley sarà la 19/a
targata Champions League, la ex Coppa dei Campioni nata nel
1955. Barcellona e Manchester United l’hanno già vinta tre
volte, chi trionfa sabato raggiunge l’Ajax e il Bayern Monaco a
quota quattro, dietro a Liverpool (cinque), Milan (sette) e Real
Madrid (nove). Questi gli altri numeri della finale:
– 1 – Il Barcellona è l’ultimo club ad aver vinto una Coppa dei
Campioni a Wembley nel 1992 (1-0 in finale contro la Sampdoria
dopo i tempi supplementari);
– 27 – Sono i gol segnati dal Barcellona in questa stagione
europea, il miglior attacco della Champions League;
– 4 – Sono i gol subiti dal Manchester United nelle 12 gare di
Champions League, miglior difesa;
– 31 – Nei 10 precedenti incontri tra Barcellona e Manchester
United (tre vittorie per parte) sono state segnate 31 reti, con
una media di 3,1 gol a partita;goals per game.
– 3 – Il numero di Coppe dei Campioni vinte da Bob Paisley sulla
panchina del Liverpool, in caso di vittoria Sir Alex Ferguson
può eguagliare il suo record;
– 11 – Sono i gol segnati in Europa da Lionel Messi in questa
stagione, già capocannoniere nelle ultime due edizioni;
– 40 – A 40 anni e 212 giorni Edwin Van der Sar può diventare il
giocatore più vecchio a vincere una Champions League;
– 627 – Il numero di minuti giocati da Lionel Messi su campi
inglesi senza segnare gol;
– 1103 – I passaggi completati da Xavi in questa edizione della
Champions League, 382 più di qualsiasi altro giocatore non del
Barcellona;
– 22 – Le finali di Champions League con almeno una squadra
spagnola, la 18/a con una squadra inglese (solo l’Italia con 26
conta più finali);
– 13 – In caso di vittoria la Spagna, con 13 successi, diventa
la nazione più titolata, in questo momento condivide il primato
con l’Italia;
– 303 – I gol che sia Barcellona che Manchester United hanno
segnato nella storia della Champions League (identico anche il
numero di reti subite, 158), differente invece il numero di
partite disputate: Barcellona 158, United 175;
– 6 – E’ la sesta volta che la finale si gioca a Wembley, la
prima dopo la rIstrutturazione;
– 21 – Le squadre che sono salite sul tetto d’Europa, di 13
paesi differenti;
– 10 – i milioni di euro che andranno alla squadra vincitrice,
più dI sei alla finalista. Complessivamente chi vince la
Champions League guadagna 34 milioni.

Il premier socialista spagnolo
Jose’ Luis Zapatero, noto tifoso del Barcellona, non sara’ nella
tribuna d’onore dello stadio di Wembley domani sera per la
finale di Champions fra il Barca e il Manchester United, hanno
indicato oggi fonti della presidenza del governo di Madrid.
Zapatero ha dovuto rinunciare alla trasferta calcistica a
Londra in quanto domani dovra’ presiedere una delicata riunione
del consiglio federale del Psoe, convocata dopo la debacle
socialista di domenica scorsa alle elezioni amministrative e
regionali spagnole. La riunione dei vertici del Psoe deve fra
l’altro decidere calendario e procedure per la designazione del
successore di Zapatero, che guidera’ il partito alle prossime
politiche del marzo 2012.
Alla partita assistera’ invece il principe ereditario Felipe
di Asturie, figlio di re Juan Carlos di Borbone.

Una finale in cerca di un
protagonista che non indossi la maglia blaugrana: tra analisi
tattiche e consigli su come battere il Barcellona, la stampa
britannica sfoglia la margherita per indovinare quale giocatore
del Manchester United potra’ decidere la finale di Wembley. Il
Times punta su un outsider a cui dedica l’apertura: ”Antonio
Valencia rinasce dalle macerie per ispirare il Manchester
United”. Dalla doppia frattura alla caviglia destra, patita lo
scorso settembre in una partita contro i Rangers, alla finale di
Champions League, un recupero prodigioso per l’ala ecuadoriana.
Dopo appena 179 giorni dall’infortunio che poteva porre fine
alla sua carriera – ricorda l’autorevole quotidiano – Valencia
e’ tornato padrone della fascia destra, meritandosi i
complimenti ammirati persino di Sir Alex Ferguson.
Contro il Barcellona ha gia’ garantita una maglia da
titolare, cosi’ come (ovviamente) Wayne Rooney, sul quale punta
il Guardian (”Wayne Rooney ha bisogno di una partita per
entrare nella storia”, il titolo). Quella che sabato va in
archivio e’ stata la stagione piu’ difficile per Wazza, dentro e
fuori il campo. Ha patito il contraccolpo psicologico di un
mondiale vissuto da comprimario, quindi il lungo digiuno dal gol
(fin qui solo 15 reti in tutte le competizioni), la richiesta di
cessione poi ritirata, il nuovo contratto, le frizioni coi
tifosi, la squalifica per insulti in diretta tv. Per Rooney e’
dunque l’occasione per lasciare il segno anche perche’ nel 2008
– sottolinea il Guardian – era gia’ stato sostituito quando lo
United si e’ imposto ai rigori sul Chelsea. Ed a Roma aveva
perso giocando da terzino.