Champions League

Juve batte in rimonta lo Sporting. Roma show a Londra, 3-3 con Chelsea

Juve batte in rimonta lo Sporting. Roma show a Londra, 3-3 con Chelsea

Mario Mandzukic esulta dopo il gol vittoria della Juventus contro lo Sporting
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

ROMA – Il mercoledì di Champions ha regalato grandi soddisfazioni alle squadre italiane. Roma e Juventus hanno fatto un importante passo in avanti verso la qualificazione. I bianconeri hanno vinto in rimonta contro lo Sporting, i giallorossi hanno costretto al pareggio la capolista Chelsea.

Un gol di Mandzukic al 39′ del secondo tempo ha allontanato la paura di una Champions in salita per la Juventus, che potrà andare a Lisbona forte del 2-1 di questa sera.

Il guizzo dell’attaccante croato è stato un sospiro di sollievo per Allegri: contro lo Sporting Lisbona dotato anche sul piano fisico e ben schierato da Jorge Jesus, i bianconeri si sono espressi a sprazzi, tra alti e bassi, con grinta ma anche molte pause ed errori.

Pjanic, al rientro, ha giocato bene 45′ per poi calare vistosamente, Dybala e Higuain non hanno convinto neppure questa sera. Per fortuna della Juve, nella difesa che è il più il muro di una volta, almeno in questo periodo, Chiellini non ha perso un colpo per 94′.

Con le tossine della sconfitta della Lazio ancora da smaltire, non c’era peggior inizio che andare sotto con lo Sporting Lisbona. Cosa che si è verificata dopo 12′ per un pasticcio grossolano sull’asse Benatia-Alex Sandro: il centrale marocchino ha lasciare passare il filtrante di Bruno Fernandes per Gelson Martins, l’esterno brasiliano non ha fermato l’attaccante portoghese ed è stato troppo passivo sul rimbalzo dopo la respinta di Buffon, con la conseguenza di un autogol beffardo e quasi comico.

Un piccolo choc per i bianconeri che avrebbero visto aumentare i loro problemi se non fosse stato Chiellini a mettere chiusure e pezze su tutto il fronte difensivo. Sul piano fisico lo Sporting ha giocato alla pari e l’acume di Jesus si è visto sul campo nella bravura dei lusitani ad attaccare gli spazi e a inventare grazie al tocco di Bruno Fernandes.

La partita di Higuain, iniziata con un tiro al volo finita vicino alla bandierina opposta – per sua fortuna era in fuorigioco – è proseguita con un tiro ravvicinato murato da Coates: sulla respinta il diagonale rasoterra di Khedira è stato bloccato da Rui Patricio. La Juventus ha raggiunto lo Sporting con una superba punizione di Pjanic che ha lasciato di stucco il portiere portoghese.

Sullo slancio i bianconeri hanno avuto la palla del 2-1, Dybala ha pescato Manduzkic sul lato opposto dell’area di rigore, deviazione in angolo; da un altro liscio di Benatia un’altra scorribanda verso Buffon, con sbaglio finale di Gelson Martins e poi un’occasione per Higuain: destro potente sul primo palo, ma Rui Patricio era bene appostato e ha respinto. Dopo l’intervallo Barzagli ha sostituito l’acciaccato Benatia al 16′ è entrato Matuidi per un Khedira senza infamia e senza lode.

Juventus avanti ma senza troppa convinzione, Sporting senza le armi per un nuovo colpo: Piccini ha anticipato il colpo di testa di Mandzukic (18′) ha Coates salva su Higuain che stava per battare a rete (36′).

Fischi quando Allegri ha cambiato Sturaro con Douglas Costa, il brasiliano subito protagonista: cross lungo sulla sinistra, dalla parte opposta Mandzukic ha sovtastato Silva: 2-1 e fine della paura.

Anzi, quasi: perchè al 91′ l’ex giallorosso Doumbia, appena entrato, non è riuscito a colpire il pallone su un delizioso cross tagliato di Bruno Fernandes. E per finire una parata in due tempi di Rui Patricio su Higuain.

Roma-spettacolo: sotto di due gol allo Stamford Bridge, i giallorossi hanno la forza di ribaltare il risultato, sfiorando addirittura l’impresa, prima del 3-3 finale firmato da Hazard; ma al di la’ di qualche legittimo rimpianto – specie per le troppe distrazioni difensive – il parteggio in casa del Chelsea ha un peso specifico che va oltre il punto guadagnato. E non solo perché consolida il secondo posto nel girone, complice il mezzo passo falso dell’Atletico Madrid a Baku.

Il pari della Roma arriva infatti al termine di una partita giocata a viso aperto, in comando del possesso palla, con qualità e personalità. Imponendosi nel gioco e relegando il Chelsea – pragmatico ai limiti del cinismo – al ruolo di comprimario.

Protagonista assoluto invece Dzeko, autore di una doppietta a una squadra alla quale non aveva mai segnato, e con il primo dei due gol da applausi. All’annuncio delle formazioni non mancano le sorprese. Antonio Conte rinuncia ad una punta (Pedro) per puntellare il centrocampo con David Luiz. Al posto del brasiliano, in difesa, trova una maglia da titolare il danese Andreas Christensen.

Se era scontato il ritorno di Kevin Strootman, sorprendono gli innesti nella Roma di Maxime Gonalons e soprattutto di Gerson, alla prima da titolare in questa stagione. In panchina tutti e tre gli ex allievi di Conte: Daniele De Rossi, Alessandro Florenzi e Stephan El Sharaawy.

Eusebio Di Francesco aveva chiesto ai suoi un approccio diverso rispetto a quello evanescente contro il Napoli, ed è accontentato. Nei primi 10′ il Chelsea esce di raro dalla propria metà campo. Ma dopo l’incursione centrale di Diego Perotti, che manda di poco alto, alla prima occasione i padroni di casa passano avanti.

David Luiz cerca il passaggio filtrante, sulla respinta-errore di Juan Jesus è ancora il nazionale brasiliano a trovare la stoccata vincente. La Roma accusa il colpo: il suo possesso palla appare lento e prevedibile. Gli errori negli appoggi non si contano, così ai Blues basta un’ordinata difesa per non rischiare nulla.

Bisogna attendere più di mezz’ora per registrare le prime due occasioni giallorosse. Edin Dzeko libera in area Radja Nainggolan che si fa deviare in angolo da Thibaut Courtois la conclusione a botta sicura. Due minuti più tardi è Perotti a calciare banalmente tra le braccia di Courtois.

Due chiare occasioni sprecate, e subito pagate carissimo. Bruno Peres perde malamente palla a centrocampo, ripartenza vertiginosa dei Blues, Federico Fazio rimpalla il destro di Alvaro Morata, la palla finisce ad Hazard che da due passi non sbaglia. Raddoppio fortunoso quanto immeritato. E giustiziato prima dell’intervallo da Aleksandar Kolarov che prima salta come un birillo Cesar Azpilicueta, quindi entra in area e tira, accorciando le distanze grazie alla decisiva deviazione di Christensen.

L’inerzia non cambia nella ripresa, è ancora la Roma a comandare il gioco. Il Chelsea resta chiuso affidandosi alle ripartenze, sempre più rare, della coppia Hazard-Morata.

Ma viene punito quando Fazio trova la verticalizzazione perfetta, sulla quale Dzeko impatta per il meritato 2-2 con uno splendido sinistro al volo, sotto la traversa. Un gol bello quanto speciale, il miglior regalo nel giorno della 100esima partita del bosniaco con la maglia giallorossa. Rinfrancata, la Roma non si accontenta.

La Roma sogna il colpaccio ma è un’illusione che dura poco, perché il colpo di testa di Hazard ristabilisce la partita.Pellegrini entra per Gerson, promosso alla prova di Stamford Bridge, Conte manda in campo prima Pedro per David Luiz – che platealmente e in italiano gli spara due volte un ‘vaffa’ a favore di telecamere – poi Willian per Hazard Prima del triplice fischio finale ancora Dzeko, ancora di testa, sfiora la tripletta. Rimpianto o orgoglio che sia, per questa sera va bene cosi’.

To Top