Chiesa va alla Juve e sui social viene insultato il fratello di 16 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2020 9:38 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2020 9:38
Chiesa va alla Juve e sui social viene insultato il fratello di 16 anni

Chiesa va alla Juve e sui social viene insultato il fratello di 16 anni (Foto Ansa)

Insulti sul profilo Instagram di Lorenzo Chiesa, 16 anni, fratello di Federico, passato dalla Fiorentina alla Juventus.

Alcuni “tifosi” della Fiorentina (anche se chiamarli tifosi non sarebbe corretto verso chi tifa veramente), non hanno digerito il passaggio di Chiesa alla Juventus e così hanno preso di mira anche l’account Instagram del fratello Lorenzo, che è minorenne in quanto ha 16 anni.

“Via la m… da Firenze!”, “Dì a tuo fratello che è un figlio di p….” e tantissimi altri messaggi così, con questi insulti verso la sua famiglia. L’account Instagram di Lorenzo Chiesa, fratello minore di Federico e giocatore delle giovanili viola, è stato ricoperto di insulti.

“Mercenari, voltagabbana e traditori, andatevene da Firenze”, e anche “Famiglia di pezzenti attaccati solo al denaro” e così via. Per fortuna, però, tantissimi altri utenti hanno mostrato solidarietà nei confronti del ragazzo, difendendolo dagli insulti.

Non appena Federico Chiesa è diventato un calciatore della Juventus è scattata la contestazione della parte più oltranzista della tifoseria viola. Non si parli del trasferimento di Baggio, e nemmeno di Bernardeschi pochi anni fa.

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E tuttavia, il campione o la stella nascente che la Fiorentina si fa strappare dagli odiati “gobbi”, come un riflesso pavloviano, scatena la rabbia gigliata che si abbatte sul traditore di turno.

L’esterno offensivo ex viola, peraltro, ha sostenuto le visite mediche, non al Jmedical di Torino ma proprio a Firenze, essendo impegnato con la Nazionale azzurra in raduno a Coverciano.

Ha svolto le visite presso l’istituto Fanfani nel centro storico dove è stato accolto da un gruppo di tifosi viola che non gli ha risparmiato fischi e insulti. “Vergogna”, “Buffone”, “Gobbo”.

Intemperanze, qualche brutto coro, e quello striscione. Poca roba, tutto sommato, rispetto a quel 18 maggio del ’90: allora, per l’addio di Robert Baggioo, fu rivolta di popolo, insurrezione di piazza. Ma ora attaccare il fratello minorenne… (Fonte La Gazzetta dello Sport).