Ciclismo, Mondiali 2013 in Toscana: dedicato a Bartali e Ballerini

Pubblicato il 29 Settembre 2010 18:12 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2010 18:12

Paolo Bettini

Il congresso dell’Uci che si sta svolgendo a Melbourne in Australia ha assegnato all’Italia l’organizzazione dei Mondiali di ciclismo del 2013. La manifestazione si svolgerà a Firenze e in altre città della Toscana.

I chilometri saranno 267 e 59 di salita, con un dislivello totale di 4468 metri. Numeri che fanno del mondiale del 2013, che si correrà da Lucca a Firenze, passando da Montecatini Terme e Pistoia, un tracciato assai impegnativo, adatto ad arrivi in solitario o a gruppi ristretti.

L’ Uci ha scelto questo percorso perchè tecnicamente più valido e forse anche perchè far arrivare un mondiale in una città con il fascino di Firenze può rappresentare un valore in più. Così sono state battute le candidature della spagnola Ponferrada, del ticket belga fiammingo Hooglede-Gits e di Genova che si era presentata senza l’ appoggio di Coni e Federciclo creando qualche imbarazzo alla Federazione.

«È la vittoria della profonda tradizione ciclistica della Toscana. È la vittoria per Franco Ballerini. È la vittoria per il grande saggio Alfredo Martini», dice il presidente federale Renato Di Rocco. Già un mondiale per la memoria di Franco Ballerini, morto in un incidente di rally nel febbraio scorso, dopo aver regalato dall’ ammiraglia, nel ruolo di ct, quattro titoli mondiali e un titolo olimpico. Ma è anche un mondiale riparatore perchè mai la Toscana aveva ospitato la corsa iridata nonostante avesse avuto campioni come Magni, Bartali, Nencini, Cipollini, Bettini.

Ed è proprio Martini a ricordarlo: «È per Franco, ma anche per Bartali e per tutti gli altri che ci hanno lasciato troppo presto». Il primo sprint è stato vinto perchè, come dice il presidente della Regione Enrico Rossi, ha gareggiato «una squadra formidabile che ha saputo vincere il campanilismo». Ma la paura di non farcela c’è stata, come rivela il vicesindaco di Firenze Dario Nardella, presidente del comitato organizzatore: «Quando è arrivata la telefonata di Zapatero a sostenere la candidatura spagnola abbiamo temuto». Passata la paura, c’è da mettere in moto la macchina dell’ organizzazione per far sì che un evento sportivo sia anche una grande vetrina internazionale per promuovere il territorio, come dico di amministratori delle tre province interessate. Per ora c’è il percorso a far bella mostra di sè. La gara in linea dei professionisti partirà dalle mura antiche di Lucca, che compiranno 500 anni, e arriverà a Firenze. Il via il 29 settembre. Una trentina di chilometri per entrare in gara e subito la prima difficoltà: la salita di Montecatini Alto, poi la discesa e intorno al chilometro 50 lo strappo del San Baronto, una asperità, nel pistoiese, dove tutti i ciclisti toscani e gli stranieri adottati da questa terra fanno le gambe in allenamento.

Poi giù, verso Casalguidi, tra ricordi ed emozioni nell’ attraversare le strade di Franco Ballerini. Firenze è sullo sfondo con la cupola del Brunelleschi a fare da cartolina. Appena dentro il rinascimento fiorentino, il gruppo affronterà un circuito di 16 chilometri da ripetere 11 volte. Ogni giro prevede due salite: quella di Fiesole (4,5 km al 6%) e poi quella di via Bolognese: 590 metri all’11% con pendenza massima del 19,4%.

«Uno strappo molto impegnativo – spiega Andrea Tafi, l’ ex azzurro che fa parte del comitato organizzatore – perchè è posto a 3,5 km dall’arrivo e potrebbe essere il trampolino di lancio per lo scatto decisivo. Si tratta di un percorso duro e selettivo, adatto alle caratteristiche di un Nibali o di un Contador. Sarà una gara epica». «È veramente un bel percorso – aggiunge Alfredo Martini – che non permetterà un arrivo di gruppo».