Ciclismo, Riccò: il sospetto dell’autotrasfusione. Rischierebbe la radiazione

Pubblicato il 8 Febbraio 2011 16:56 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2011 16:56

Riccardo Riccò

MODENA – Autoemotrasfusione. Ovvero, detto in parole semplici, trasfusione di sangue fatta in casa, dopo aver tenuto il liquido rosso in frigo per 25 giorni. Sarebbe questa, secondo il quotidiano La Repubblica, la causa del malore accusato in allenamento dal ciclista di Sassuolo Riccardo Riccò, ricoverato da alcuni giorni in ospedale a Modena.

Il condizionale, è però d’obbligo anche se Repubblica scrive che sarebbe stato lo stesso Riccò a raccontarlo ai medici in “stato di shock” e preoccupato per un possibile cattivo stato di conservazione del sangue che si era immesso nelle vene. Se la notizia venisse confermata, il ciclista, già squalificato per doping in passato, rischierebbe la radiazione.

La certezza, al momento, è che la procura di Modena ha aperto un fascicolo sul caso. Il procuratore capo di Modena Vito Zincani ha specificato che l’ospedale di Pavullo, dove inizialmente domenica era stato portato il corridore, sta fornendo gli esiti dei primi esami sul corridore, che si era sentito male sabato dopo un allenamento. ”Solo dopo averli raccolti potremo ipotizzare la violazione in relazione all’articolo 9 della legge antidoping”, ha detto. Riccò, ancora ricoverato in Neurorianimazione, ha trascorso la notte senza complicazioni e rimane vigile.

[gmap]