Ciclismo, Tirreno-Adriatico (10 marzo), Milano-Sanremo (il 20), grandi corse, ghiotto antipasto del Giro d’Italia

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 7 Marzo 2021 21:42 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2021 21:42
Ciclismo, Tirreno-Adriatico (10 marzo), Milano-Sanremo (il 20), grandi corse, ghiotto antipasto del Giro d’Italia

Ciclismo, Tirreno-Adriatico (10 marzo), Milano-Sanremo (il 20), grandi corse, ghiotto antipasto del Giro d’Italia

Ciclismo, è giunta l’ora delle grandi corse. Mercoledì 10 marzo parte la Tirreno-Adriatico,  sette tappe con 175 corridori al via. Sabato 20 marzo i 299 chilometri della Milano-Sanremo, la prima gara monumento dell’anno, la corsa che vale una carriera. Ai nastri di partenza ci sono tutti i big. Poi verrà l’aprile delle classiche monumento cioè il Giro delle Fiandre (4), la mitica Parigi-Roubaix (11), la Liegi-Liegi (25). Quindi il Giro d’Italia (8-30 maggio), 21 tappe, edizione 104, otto arrivi in
salita e 17 mila metri di dislivello. Con 23 team in gara di cui 19 World Tour.

I successi  italiani di febbraio (ogni domenica almeno una vittoria)  dicono che il nostro ciclismo è in crescita.

Abbiamo giovani di qualità: Davide Ballerini, Filippo Ganna, Gianluca Brambilla, Andrea Bagioli (ha soltanto 21 anni), Giacomo Nizzolo (campione italiano ed europeo). E non dimentichiamoci di Matteo Malucelli  della Androni-Sidermec. Che ha vinto la prima tappa  della Vuelta Tachira in Venezuela e di Davide Gabburo  della Bardiani-Csf, primo nel Gp Alanya in Turchia.

Giovani italiani molto ricercati

Per questo i giovani italiani sono molto ricercati.  A febbraio il nostro ciclismo ha infilato dieci successi. In tutti i modi: a cronometro con Ganna, in volata con Nizzolo, su uno strappetto con Ballerini  (il quinto italiano di sempre ad aggiudicarsi il “ Piccolo Fiandre”, classica con  13 muri e 9 pavé).

Da notare che il brianzolo di Cantù, campione europeo due anni fa, è al terzo successo quest’anno dopo le due tappe al Tour di Provenza. E poi ricordiamo la fuga vincente di Bagioli alla Royal Bernard Drome Classic ( Francia ), lo scatto in salita di Nibali nel secondo arrivo di Jebel Jais all’Uae Tour o la tenacia di Ciccone nelle sfide con Ballerini in Provenza. Insomma quanto basta per credere in un “ Rinascimento “ del nostro ciclismo.

Occhio agli olandesi non volanti ma in bicicletta

Occhio però agli olandesi volanti. Il “ vecchio” Mollema ha vinto il Trofeo LAIGUEGLIA. Il giovane Mathieu Van der Poel – figlio d’arte e nipote di Poulidor –  ha trionfato, sabato scorso, nella Granfondo Strade Bianche di Siena. Stroncando il campione del mondo Alaphilippe (secondo). E il colombiano Egan Bernal, vincitore del Tour  2019, nato a Bogotà ma cresciuto in Piemonte (terzo).

Gli italiani sono finiti ko. Ballerini 17esimo, Rivi (18), Bettiol (26), Formolo (27) . Niente da fare.  L’olandese che ha vinto tutto nel cross (4 titoli iridati) e su strada l’Amstel 2019 e il Fiandre nel 2020, è  un miix di classe e potenza. Che, al momento, non ha uguali.

Ha messo in fila anche l’eterno rivale Van Art, vincitore 2020, l’ inglese Pidcock, l’ inatteso Michael Gogl (austriaco del Team Qhubeka Assos, professionista dal 2016 ). E il paperone sloveno Pogacar (30 milioni in 6 anni; contratto fino al 2026) vincitore del Tour de France 2020. E, quest’anno, del UAE Tour (sette tappe negli Emirati Arabi Uniti). Van der Poel con una raffica di scatti prepotenti, ha fatto il vuoto presentandosi solo in Piazza del campo. Il suo penultimo “strappo” di rara potenza – dopo 184 km di corsa di cui 63 di sterrato –  è una delle cose più belle ed esaltanti del ciclismo degli ultimi dieci anni.

Si comincia mercoledì 10 marzo dal Lido di Camaiore e si arriva a San Benedetto del Tronto in sette tappe. L’ultima è una crono di 11 km. La Tirreno-Adriatico è una battaglia senza età tra vecchi e nuovi dominatori di grandi giri. Prima la vincevano gli uomini da classifica. Ma dal 2009 è diventata qualcosa d’altro: Scarponi, Garzelli, Evans, Nibali, Contador, Quintana, Roglic,  Simon Yates. Nibali l’ha  vinta due volte. Nel 2012 sull’americano Chris Horner, nel 2013 nientemeno che su Chris Froome. Che  di lì a pochi mesi avrebbe vinto il primo dei suoi quattro Tour. Al via 175 corridori di 25 squadre. Ben 19 le formazioni World Tour tra cui la belga di Van der Poel. Gli italiani non vincono la corsa dei due mari dal 2013. L’edizione inaugurale ( 1966 ) è stata vinta da Dino Zandegù.

Ed ecco la Milano-Sanremo, classica del ciclismo

La Milano-Sanremo ( sabato 20 marzo ) è la prima grande classica nel calendario ciclistico stagionale . Parte dal Castello Sforzesco di Milano, supera il Colle del Giovo (il Turchino è impraticabile). E si catapulta sul lungomare di Sanremo dopo quasi 300 km.

La corsa di un giorno più importante d’Italia.Siamo già all’edizione numero 112. Eddy Merchx detiene il record di vittorie, ben sette. I corridori italiani l’hanno vinta 51 volte, il Belgio 21. Seguono Francia ( 14 ) e Germania ( 7 ). Le 19 squadre World Tour sono iscritte  automaticamente. Saranno presenti tutti i più forti corridori a cominciare dal campione del mondo Alaphilippe. Poi Van Aert, Sagan ( tre volte campione del mondo in linea),  Nibali, Pogacar. E tutti quelli che puntano alle classiche del Nord. Lo spettacolo è assicurato.