Ciclisti “dopati” e riciclaggio di denaro: le banche svizzere nel mirino

Pubblicato il 21 Settembre 2011 14:03 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2011 14:03

ROMA – Ciclisti, medici, avvocati e funzionari di banca in Svizzera: sono tutti coinvolti in una storia che ha i contorni ancora poco chiari e che riguarda atleti dopati e soldi in ballo. La Procura di Padova ha aperto un’inchiesta con i Nas di Brescia e Firenze e alle autorità elvetiche. Tutto è scattato quando i finanzieri avrebbero fermat un ciclista al valico di Monte Olimpino con una borsa piena di banconote provenienti dalla banca di Locarno.

L’accusa è di riciclaggio, truffa, frode fiscale e doping. Stando a quanto racconta il Corriere della Sera per il pm Benedetto Roberti “esiste un’associazione a delinquere, attiva tra Italia Montecarlo e Svizzera, che nella sostanza crea campioni usando il doping per poi spartirsi i proventi delle vittorie versandone una buona parte nei depositi anonimi delle banche”.

Si tratta davvero di un ingranaggio milionario: “Poiché l’ingaggio economico aumenta con l’aumentare delle vittorie e dei piazzamenti, il ricorso illegale all’uso di sostanze dopanti diventa il mezzo più facile per il raggiungimento dei punteggi necessari all’atleta e alle squadre di fascia alta (pro Tour e Professional). Questo percorso illecito è un risultato economicamente molto vantaggioso sia per l’atleta, sia per il medico che così può aumentare la proprio parcella, sia per il procuratore sportivo che è pagato in percentuale all’ingaggio, oltre al collegio di difesa, cioè gli avvocati”, si legge nei documenti mandati in Svizzera.

I personaggi di questa vicenda sono il russo Denis Menchov, vincitore di due Vuelta e un Giro d’Italia: gli sono stati sequestrati 2,4 milioni di euro ed è finito indagato per l’impiego di denaro di provenienza illecita; Lance Armstrong, che ha vinto 7 Tour, sarebbe coinvolto in pagamenti a una società anonima svizzera; Michele Scarponi, secondo classificato al Giro d’Italia è indagato, scrive il Corriere, perché avrebbe “versato soldi in Svizzera e frodato il Fisco”.

In mezzo a questa vicenda è finito anche il medico sportivo Michele Ferrari per doping e frode.