Classifica stadi europei, Italia fuori dalla top 10 per infrastrutture scadenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 marzo 2019 13:34 | Ultimo aggiornamento: 1 aprile 2019 11:33
Classifica stadi europei, Italia fuori dalla top 10 per infrastrutture scadenti

Classifica stadi europei, Italia fuori dalla top 10 per infrastrutture scadenti. Una delle poche eccellenze italiane è lo Stadium della Juventus nella foto ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

ROMA – Siamo rimasti indietro, anche nelle infrastrutture, anche in quelle sportive, anche nel ricco calcio. Non solo a Russia, Inghilterra, Francia, Spagna e Germania ma anche alla Polonia e alla Turchia. Fra le nazioni europee che investono sul futuro del calcio, e quindi sugli stadi, l’Italia non compare nelle prime dieci della classifica: rispondono all’appello soltanto tre impianti nuovi, l’Allianz Stadium della Juventus (costato 155 milioni di euro nel 2011), la Dacia Arena dell’Udinese (ricreato sull’ex Friuli con un investimento di 30 milioni) e il Benito Stirpe di Frosinone (20 milioni).

Classifica stadi europei, Italia indietro

Cosi’, i mancati ricavi che si accumulano e, parallelamente, la nostra immagine scema, davanti ai 159 stadi nati invece nel resto d’Europa. Con un’eta’ media degli impianti di 63 anni, con appena 8 di Serie A con copertura totale degli spalti, e quindi un calo di presenze – legato anche alla super-offerta tv e al caro prezzi – che secondo la Figc e’ pari al 54%, contro il 90% dei due campionati guida, inglese e tedesco.

Cagliari e’ vicina alla costruzione del nuovo stadio, al posto del vecchio Sant’Elia, in demolizione. La conferenza di servizi ha dato il via libera alla modifica del progetto preliminare, superando le riserve sollevate a dicembre dai Vigili del fuoco, la capienza complessiva dell’impianto sale a 25 mila 200 spettatori (con la possibilita’ di estendere a 30 mila il numero di posti disponibili).

L’investimento e’ di 60 milioni di euro (divisi Regione, Comune, Cagliari Calcio, impresa di costruzione, finanziamenti bancari), la super firma e’ di David Manica (progettista del Nou Camp di Barcellona), la struttura conterra’ spazi commerciali e un albergo di lusso con 72 camere con vista mare, campo da gioco e citta’ vecchia, trasformabili in uffici, e una passerella che colleghi lo stadio col Parco degli Anelli, appena realizzato. A dicembre e’ stata consegnata la documentazione completa insieme alla Pessina Costruzioni, e l’amministrazione del comune di Empoli ha inizia l’esame delle carte.

La sindaca Brenda Barnini ha dichiarato: “Ora c’e’ la certezza che la societa’ azzurra voglia proporre alla citta’ questa sfida non solo sportiva”. L’accordo tra l’Empoli Football Club e la Pessina Costruzioni prevede la riqualificazione dello stadio “Carlo Castellani, per primo stadio realizzato in project financing (partenariato pubblico-privato. Sorgeranno attivita’ commerciali, la capienza complessiva dell’impianto sarebbe di 20.000 posti, per un costo di 30 milioni. 

Sul progetto nuovo-stadio, la Fiorentina e’ partita addirittura nel settembre 2008. I Della Valle si impegnavano a finanziarlo, sognando in tre anni uno stadio bellissimo e polifunzionale, con tanto di “Cittadella viola”, cioe’ un centro commerciale, un hotel ed un parco a tema calcistico. Ma ci si e’ arenati sull’area destinata all’impresa, 70-90 ettari nell’area di Castello (a nord della citta’).

Ora, il Comune ha approvato la delibera per spostare la Mercafir nell’area di Castello, liberando quindi l’area dei Mercati Generali, non prima del 2023. Ma, da parte della Fiorentina, sono appena sorte nuove perplessita’ sulla capienza dell’impianto. E si vorrebbe scendere dai 40mila posti sotto i 35 mila. Proposta che non trova d’accordo il sindaco Dario Nardella: “Sarebbe un errore”.

Ma conferma forse la minor attenzione dei Della Valle verso il calcio e la squadra e quindi la tendenza a un taglio dell’investimento, da 140 a 110 milioni di euro (il progetto complessivo e’ intorno ai 500).

fonte: Agi.