Claudio Gentile, bordata ad Antonio Cassano: “Era incapace di fare gruppo…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2020 18:16 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2020 18:16
Claudio Gentile, bordata ad Antonio Cassano: "Era incapace di fare gruppo..."

Claudio Gentile, bordata ad Antonio Cassano: “Era incapace di fare gruppo…” (foto Ansa)

ROMA – Claudio Gentile, ex calciatore della Juventus e della Nazionale Italiana di Calcio, è stato intervistato nel corso della trasmissione Le Lunatiche in onda su Rai Radio 2 ogni sabato e domenica dall’1 alle 5, condotta da Federica Elmi e Barbara Venditti. 

Le sue dichiarazioni sono riportate da dagospia.com.

Gentile è tornato sull’ormai storica esclusione di Antonio Cassano dall’under 21:

“Quando vedi che un elemento non si ingrana, non fa gruppo, è logico che è meglio uno meno bravo ma che si basa su alcune cose fondamentali come fare gruppo, aiutare i compagni. È fondamentale nel contesto di una squadra”.

Poi ha parlato della marcatura di due grandi campioni del passato, Maradona e Zico: 

“La storia ha già raccontato di Maradona e Zico, due grandi giocatori, quindi avere quel compito per me è stata una grande responsabilità.

C’era l’Argentina che era campione del mondo in carica, Maradona che doveva essere il giocatore di talento, quindi avevo una responsabilità non da poco perché marcare quei giocatori lì non è molto facile.

Ho giocato duro ma ci tengo a sottolineare che io non sono mai stato espulso per gioco violento, Maradona invece si.

Bisognerebbe fare una classifica. In tutta la mia carriera sono stato espulso una volta per doppia ammonizione, oltretutto era una semifinale di Champions contro il Bruges e c’era un campo pesantissimo, siamo andati ai tempi supplementari, io ero stanco e ho preso la palla con la mano e l’arbitro mi ha ammonito e poi buttato fuori.

Il fair play che c’era un tempo è finito nel momento in cui molti giocatori, quando si guadagna così tanto, poi non si hanno le motivazioni per segnare un’epoca e fare dei risultati sorprendenti.

Quindi è un po’ venuta a mancare quella determinazione e quella voglia che si aveva quando si guadagnava ma solo se vincevi.

Invece oggi già guadagnano ancora prima di vincere. Quindi è cambiato in questo senso, è un calcio diverso e bisogna accettarlo per quello che è.

Maradona nell’86′ ha vinto il mondiale da solo. Certi campioni, se non hai l’alternativo per contenerli e contrastarli, è logico che perdi.

Hai molte chance di non riuscire a vincere la partita, infatti lui ha vinto quel mondiale perché non c’era più quella marcatura che si faceva ai giocatori di un certo livello.

L’attaccante più forte che ho affrontato è stato Maradona, perché era uno dei giocatori più considerati. Lui è ancora ai vertici del calcio mondiale. Messi può essere confrontato con lui, ma Maradona per me è ancora superiore”.