Claudio Lotito: “Daspo inutile, celle negli stadi e pene certe per ultras”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2014 10:22 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2014 10:22
Claudio Lotito

Claudio Lotito (foto LaPresse)

ROMA – Claudio Lotito contro il Daspo a vita. E non perché stia dalla parte degli ultras, anzi. Semplicemente perché, secondo il presidente della Lazio, il Daspo a vita, come il daspo “normale” a nulla serve.

Intervistato da Repubblica, il presidente della Lazio che da sempre ha rapporti molto complicati (eufemismo) coi suoi ultras, spiega:

“Secondo voi, uno con precedenti penali si scoraggia per un Daspo? Serve altro. Inasprire le pene e renderle certe. Basta con l’impunità per i reati dei ‘tifosi’: traffico di stupefacenti, merchandising falso, intimidazioni. Poi, processi per direttissima e celle di sicurezza negli stadi”.

Alla domanda se sia possibile isolare i violenti, Lotito  però ripiega e spiega che

“per i club non è facile: per la privacy, non possono sapere se chi acquista un biglietto ha avuto problemi in passato. Serve l’aiuto dei tifosi perbene, che devono aiutare le società invece di adeguarsi alla legge della giungla”.

“Una cosa è il sostegno a una squadra, un’altra è il condizionamento. In Italia molti ormai ragionano così: sono spariti i mecenati, i club vivono solo grazie alle tv, le tv prendono soldi dai tifosi e allora è il tifoso che deve comandare”.

Intervistato anche dal Quotidiano nazionale, Lotito ribadisce:

“Non sono per l?identificazione fra tifosi e delinquenti, dico che anche i delinquenti sono tifosi. E quelli vanno trattati col codice penale. Ma non basta. Le persone oneste, gli sportivi puliti, devono dire a voce alta da che parte stanno. E no ai compromessi, anche con le migliori intenzioni”.

“Qui ormai – aggiunge – avvengono sotto i nostri occhi forme di estorsione alla luce del sole. Abbiamo sopportato situazioni patologiche perché ci raccontavano che erano fisiologiche”.