Claudio Lotito: “Ma quale ricatto a Tavecchio, bisogna scartavetrare il marcio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2015 8:24 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2015 8:24
Claudio Lotito: "Ma quale ricatto a Tavecchio, bisogna scartavetrare il marcio"

Claudio Lotito: “Ma quale ricatto a Tavecchio, bisogna scartavetrare il marcio” (foto LaPresse)

ROMA – Dice che non concede interviste e poi parla con Fabrizio Roncone per almeno una decina di minuti. Claudio Lotito, accusato in una intercettazione di ricattare Carlo Tavecchio e Mario Macalli e definito, sempre da Vittorio Galigani, ex direttore sportivo di numerose società, “proprietario di Lazio, Salernitana, Brescia e Bari” dice la sua a Fabrizio Roncone del Corriere della Sera. E dice, semplicemente, che lui è al centro delle attenzioni di certi personaggi perché sta “scartavetrando via il marcio dal calcio”.

Scrive Roncone:

(Ore 16,57. Il presidente Claudio Lotito risponde al telefonino dal suo magnifico quartier generale: Villa San Sebastiano, il muro di cinta che costeggia l’Appia Antica, capitelli e statue, putti d’oro e pappagalli che cantano) .
«Io non so niente, non voglio sapere niente e non rilascio interviste!».

(…)
C’è pure un’intercettazione che la riguarda, presidente.
«Cosaaaaa?».
La telefonata è del 15 gennaio scorso: parlano Vittorio Galigani, ex direttore sportivo di numerose società e commentatore della rivista TuttoLegaPro.com, ed Ercole Di Nicola, direttore sportivo de L’Aquila.
«Ma io non li conosco! Mai visti né sentiti… Roba da matti! Parlano… e che dicono?».

Testuale: «Macalli e Tavecchio sono due rincoglioniti in mano a Lotito, che li ricatta». E poi: «Lotito è proprietario di Lazio, Salernitana, Bari e Brescia».
«Basta! Basta! Bastaaaaa! Che deve fare Lotito, eh? Deve sparire, puff! deve annientarsi, vaporizzare? Perché mi tirano sempre in mezzo a qualche schifezza, perché? Lei non scriva niente, niente di niente… Però, oh, io sono proprio stufo… Cioè, no, dico: io Brescia non so manco ndo’ stà, capito? Dove sta Brescia? Boh. Ce so’ mai stato a Brescia? No, mai messo piede a Brescia. Ma poi, in una telefonata tra due sconosciuti, divento il presidente del Brescia! È pura follia, questa!».
Brescia e Bari.
«Si rende conto? Siccome il presidente del Bari mi chiama, io divento automaticamente pure il presidente del Bari! La verità è che il sottoscritto, Claudio Lotito, dà un fastidio tremendo. E lo sa perché?».
Posso supporlo…
«Perché con Lotito il risultato è ga-ran-ti-to! Schiattano d’invidia quando vedono quello che ho fatto con la Lazio e la Salernitana, due veri capolavori… E non riescono a capacitarsi che tutti gli incarichi che ho nelle istituzioni del calcio italiano non li ho estorti… ma sono stato eletto democraticamente».
Ecco, appunto: poi ci sarebbe anche quell’altra frase…
«Quale?».
Che lei ricatterebbe Macalli e Tavecchio.
«No no, guardi: è stato gentile a telefonarmi, però lei adesso sa che fa? Lei li chiama e glielo chiede: vi ricatta Lotito? È vero che vi ricatta? Ecco, aspetti, le do io i numeri di telefono… Anzi, no, meglio: li chiamo direttamente io…»

Detto fatto Lotito telefona. Macalli non risponde, Malagò sì. Racconta Roncone che i due ridono per qualche minuto. Poi Lotito torna a fare attenzione al giornalista e conclude:

«Bisogna scartavetrare via tutto il marcio… però questa non è un’intervista, eh? Se lei scrive mezza riga, giuro che io poi smentisco… Ma che ha registrato? Guardi che la registrazione mica è valida…».