Sport, Coni: Petrucci parla di stranieri, ingaggi e stadi

Pubblicato il 11 Novembre 2009 11:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2009 11:30

Dal pallone alle prossime Olimpiadi invernali di Vancouver, dalla candidatura italiana per le Olimpiadi del 2020 al problema degli stadi.

Un Gianni Petrucci a tutto campo emerge da un forum nella redazione del Corriere dello Sport, che oggi dedica due pagine ai temi trattati.

A cominciare dai troppi stranieri nel basket, responsabili, secondo il presidente del Coni, del suo declino:

“Finché continueremo a vedere squadre che in campo mandano cinque giocatori stranieri, la pallacanestro non farà un solo passo avanti…

E gli spettatori cominciano a diminuire”. Un problema che esiste anche nel calcio: “Ma, se si eccettua l’Inter, la situazione è ben diversa da quella del basket“.

Capitolo impianti. I presidenti reclamano stadi di proprietà. “Se ne parla da una vita – risponde Petrucci – ma negli ultimi 10 anni hanno costruito solo quello di Reggio Emilia ed ora a Torino quello della Juventus.

La verità è che gli stadi non si annunciano: si fanno”. Impianti di proprietà arma contro la crisi? “Non voglio nemmeno sentirlo dire. Basterebbe pagare meno i giocatori: l’80% delle risorse dei club va via in compensi”. Questo senza togliere che una nuova generazione di stadi è necessaria se l’Italia vuole gli Europei: “Altrimenti la candidatura sarebbe improponibile e Abete lo sa”.

Petrucci coglie anche l’occasione per replicare all’uscita del ct inglese Fabio Capello, che di recente ha parlato di club italiani ostaggio degli ultrà: “È molto antipatico che, quando si va all’estero, si venga poi a dare lezioni facendo vedere che il luogo dove stai è un Eden felice.

E’ vero, in Italia ci sono ancora problemi, ma gli episodi di violenza sono in diminuzione ed aumentano le iniziative anche di legge per contrastarli. In Inghilterra, invece, il fenomeno degli hooligan non è stato ancora debellato”.

Guardando alle altre discipline, il numero 1 del Coni rende omaggio alle atlete azzurre: “E’ una tendenza reale. Lo dicono le cifre: negli ultimi anni le donne hanno sempre più successo.

Prevediamo che a Londra il 50% della delegazione italiana sarà composto da donne”. La vittoria più bella è “quella delle ragazze del tennis (sabato e domenica scorsi in Fed Cup, ndr). Si dice che i nostri atleti chiedono sempre soldi.

Ebbene, Pennetta e Schiavone hanno rinunciato a tornei in cui avrebbero guadagnato migliaia di euro pur di indossare la maglia azzurra”. In un 2009 ricco di soddisfazioni per lo sport italiano l’atleta simbolo è “Federica Pellegrini, che sa gestire magnificamente la sua immagine”, ma anche “Valentino Rossi, lo sportivo italiano più popolare al mondo” e “le tenniste”. A febbraio arrivano le Olimpiadi di Vancouver.

“Siamo ottimisti – dice Petrucci – competitivi nello sci alpino, in tutte le specialità, come nel fondo. Zoeggeler e il doppio nello slittino sono delle sicurezze, buono anche il gruppo dello short-track”.

Quanto ai Giochi estivi del 2020, “le uniche candidature credibili – ribadisce – sono Roma e Venezia, altre sono irricevibili”. Infine il suo futuro. Nel 2013 accetterà un nuovo mandato? “Non sarebbe serio”.