Conte all’Inter, Curva Nord: “Non siamo la Juve”. Mentana: “Parole farneticanti”

di Alessandro Avico
Pubblicato il 31 maggio 2019 12:40 | Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2019 12:40
Conte all'Inter, Curva Nord: "Non siamo la Juve". Mentana: "Parole farneticanti"

Conte all’Inter, Curva Nord: “Non siamo la Juve”. Mentana: “Parole farneticanti”

ROMA – Enrico Mentana commenta duramente il comunicato della Curva Nord dell’Inter dedicato ad Antonio Conte, neoallenatore nerazzurro. Nel comunicato la Curva Nord dell’Inter scrive: ”Noi non siamo la Juve. Per noi vincere non è l’unica cosa che conta. Puntualizziamo in maniera ferma e decisa che la Curva Nord non può certo dimenticare il suo passato bianconero e giudiziario”, si legge in un messaggio pubblicato su Facebook.

“Accettiamo il fatto che da certi sospetti si sia svincolato espiando le sentenze che l’hanno riguardato, sebbene rimanga indelebile la colpa per la lunghissima militanza in una società da cui ci riteniamo lontani anni luce per stile e valori”, prosegue la Curva Nord. ”La nostra preoccupazione riguarda soprattutto l’aspetto morale. Essere interista significa vincere nel rispetto dell’avversario, accettare la sconfitta, le sentenze e non cercare alibi. Buon lavoro a mister Conte con l’augurio di dimostrarci presto di esser all’altezza dell’Inter”, conclude la Curva.

“Ho appena letto un farneticante comunicato della Curva Nord dell’Inter sull’arrivo del nuovo tecnico Conte” sono quindi le parole del direttore di La7, noto tifoso dell’Inter, riportate dalla sua pagina Facebook. Mentana ha aggiunto: “Oltre al resto, già di per sé allucinante, c’è una lunga tirata sui trascorsi giudiziari di Conte. Scritta da chi si è macchiato di reati sportivi e penali a ogni stagione, e pochi mesi fa ha orchestrato l’agguato contro i tifosi avversari prima di Inter-Napoli, e ne ha fatte di cotte e di crude, anche con cori indegni nei confronti di chiunque, giocatore nerazzurro o di altre squadre, non gli andasse a genio o non gli avesse baciato la pantofola”. Infine, il giornalista ha concluso: “La gran parte dei gruppi ultras è così, ma del ”mal comune” non so che farmene, e spero che la società e tutta la Lega di Serie A intraprendano una volta per tutte un’operazione di liberazione degli stadi, senza paura”. (fonte Facebook).

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