Conte-Inter, un amore mai sbocciato: tutti gli attacchi alla sua società

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 2 Agosto 2020 16:24 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2020 16:24
Conte-Inter, un amore mai sbocciato: tutti gli attacchi alla società

Conte-Inter, un amore mai sbocciato: tutti gli attacchi alla sua società (foto Ansa)

L’amore tra Conte e l’Inter non è mai sbocciato. Durante la stagione, il tecnico ha sferrato diversi attacchi pubblici alla sua società. Facciamo il punto della situazione.

L’Inter è stato eliminato da Champions League e Coppa Italia ed in campionato ha chiuso al secondo posto.Nonostante questo, Conte si sente legittimato a sfondare pubblicamente la sua società perché ha chiuso ad appena un punto dalla Juventus (anche se i bianconeri hanno staccato la spina da tempo…).

L’attacco di qualche ora fa ha segnato la rottura definitiva tra il tecnico salentino e la sua società ma tutta la stagione è stata caratterizzata da divergenze che Conte non ha mai nascosto in conferenza stampa.

Calciomercato.

I primi problemi tra Conte ed il suo nuovo club ci sono stati per il calciomercato. Già la scorsa estate, l’ex tecnico della Juventus si lamentò per il ritardo con il quale venne acquistato Lukaku e per il mancato arrivo di Dzeko.

Poi, a ridosso della sessione di mercato di gennaio, Conte tornò a lamentarsi per forzare la sua società ad accontentarlo. Nonostante il suo atteggiamento non sia piaciuto alla proprietà cinese, Conte è stato accontentato con l’acquisto di Eriksen, calciatore che però è finito ben presto ai margini del suo progetto tecnico.

Sembrava che l’ex tecnico della Juve non potesse fare a meno di Eriksen ed invece adesso non lo fa praticamente mai giocare.

Ecco la lamentela di Conte datata 14 gennaio scorso: 

”Calciomercato? Non ci sono tanti soldini. Dovremo essere bravi a trovare delle situazioni che per tanti motivi ci possono portare dei benefici. Il direttore è stato chiaro. Dovremo essere bravi a fare operazioni a buon mercato, altrimenti la vedo dura.

Non c’è da spiegare tanto. Quando non puoi arrivare con i soldi lo devi fare con l’arguzia”.

Il peso politico dell’Inter.

Accontentato in tutto e per tutto sul calciomercato, Conte ha trovato un altro pretesto per sfondare il suo attuale club.

Secondo l’ex tecnico della Juve, la sua società non ha peso politico e non conta niente nella stanza dei bottoni del calcio italiano.

Conte lo ha affermato senza mezzi termini dicendo che i suoi dirigenti stavano dormendo mentre all’Inter veniva assegnato un calendario proibitivo con partite ogni 2-3 giorni.

“Il nostro calendario è folle, un calendario fatto per metterci in difficoltà. Le squadre con cui abbiamo giocato hanno sempre avuto un giorno in più di riposo, queste cose alla lunga le paghi.

C’è un’anomalia strana. Se volete essere onesti vedete cosa è successo nell’ultimo turno.

Si vede che noi non eravamo presenti quando hanno stilato i calendari. Per noi è un calendario folle, altri hanno 5 giorni di riposo.

Il calendario mi sembra magico, i compromessi mi sembrano sempre negativi per l’Inter. Sarà strana questa cosa, se tirano uno schiaffo lo tirano all’Inter

E’ stato in passato così e lo è anche tuttora. Se andate a vedere nell’ultima giornata è successo qualcosa di incredibile.

E per questo dico che i ragazzi sono encomiabili e sostengono ritmi incredibili. Veniamo a Roma, pareggiando contro una squadra ottima, siamo a meno 5 dalla Juve”.

Ed eccoci allo sfogo di qualche ora fa. Secondo Conte, il secondo posto è tutto merito suo e dei calciatori. Non dei dirigenti.

Anzi i dirigenti hanno avuto la colpa di non proteggerlo pubblicamente dagli attacchi della stampa.

Quindi questi dirigenti adesso non devono azzardarsi a salire sul carro (ma da quando si festeggia il secondo posto?!).

“Finita l’Europa League – dice Conte a DAZN – faremo le valutazioni per la prossima stagione. Io farò le mie valutazioni, la società le sue.

Valutazioni tecniche? No, in generale, in tutto”.

Conte diventa ancora più esplicito a Sky Sport:

“Per noi è stata un’annata molto dura e difficile sotto tutti i punti di vista, anche personali. Appena si è potuto, si sono fatte tante critiche.

Non mi è piaciuto quello che stato fatto nei confronti di questi ragazzi e a volte anche nei miei confronti.

Non è stato riconosciuto il lavoro dei ragazzi, non è stato riconosciuto il mio lavoro, ho trovato scarsissima protezione da parte del club. Zero assoluto.

Ci sarà da parlare anche con il presidente, ma il presidente è in Cina…

Non mi piace quando la gente sale sul carro, ci deve stare sia nei momenti positivi sia in quelli negativi, qui all’Inter non è stato così, mi spiace dirlo.

Oggi ho visto salire sul carro tanta gente che non doveva salire, quando invece le palate di cacca le abbiamo prese io e i calciatori.

Ognuno ha cercato di coltivare il proprio orticello. Io ci metto sempre la faccia davanti a tutti, ma fino a un certo punto, perché uno non è mica scemo. Il parafulmine uno lo fa il primo anno, il secondo no…” (fonti Sky Sport, Dazn e La Gazzetta dello Sport).