Copa Libertadores a rischio, il Boca Juniors non vuole giocare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 novembre 2018 12:52 | Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2018 12:52
tevez boca

Copa Libertadores a rischio, il Boca Juniors non vuole giocare

BUENOS AIRES – “La finale della Copa Libertadores è in bilico” titola questa mattina La Nacion sulla sua edizione online. “Si gioca o si fa ricorso?” le fa eco Olé.

Non c’è ancora nulla di certo a Buenos Aires, dove questa sera alle ore 21 italiane è in programma il fischio d’inizio di River Plate-Boca Juniors, finale di ritorno (2-2 il primo round alla ‘Bombonera’) rinviata ieri per gli scontri avvenuti fuori dal Monumental, con il pullman degli ‘Xeinezes’ assalito dai tifosi dei ‘Millionarios’con un fitto lancio di sassi, gas urticanti e lacrimogeni tanto che sei giocatori del Boca sono rimasti fortemente intossicati e hanno vomitato nello spogliatoio mentre altri due, Gonzalo Lamardo e il capitano Pablo Perez, sono stati costretti ad andare in ospedale e sono in forte dubbio per l’eventuale sfida.

Motivo questo per cui i loro compagni di squadra, con Carlitos Tevez in testa, stanno facendo resistenza dopo che il loro presidente Daniel Angelici ha concordato con il numero uno del River Rodolfo D’Onofrio e il capo della Conmebol, Alejandro Dominguez, il semplice rinvio della gara al giorno dopo. “Perché non danno la Coppa direttamente al River visto il peso che ha nella Conmebol?”, ha ironizzato lo stesso Tevez mentre i dirigenti del Boca stanno comunque valutando con i propri legali i passi da seguire e il presidente Angelici avrebbe comunque assicurato alla sua squadra la volontà di presentare ricorso in caso di sconfitta chiedendo la vittoria a tavolino.

E se il River si oppone alla possibilità che alla fine si giochi a porte chiuse, la Federazione sudamericana ha assicurato via Twitter per bocca del suo presidente che verranno raddoppiati gli sforzi per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza di giocatori e tifosi: “È stata una giornata assai triste per il calcio sudamericano. La Conmebol chiede con forza alle autorità competenti di intraprendere un’azione immediata e offre la propria collaborazione per identificare, catturare e perseguire i responsabili dei fatti di violenza di ieri. Questi episodi non possono restare impuniti. I responsabili devono rimanere entro i margini della legge e fuori dalla società. Invito tutti i giocatori del Sudamerica a fissare come priorità l’unione degli sforzi per identificare, capire, combattere le cause e gli atti di violenza che gettano ombre sul nostro calcio. La Conmebol – aggiunge Dominguez – chiede di vivere una finale in pace, rispettando per i rivali e mostrando il miglior volto del Sudamerica al mondo. Invitiamo tutti gli appassionati a condividere i valori del Fair-play”.