Coppa del Mondo: la Germania ci crede e lo dice ad alta voce

Pubblicato il 16 Giugno 2010 10:33 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2010 10:33

La Germania ci crede, la Coppa del Mondo sarà sua. Questo il titolo a caratteri cubitali del giornale tedesco più venduto, il tabloid das Bild. E se è il Bild che lo scrive, allora è vero, la Germania ci crede. Questo giornale ha infatti un dono magico, come null’altro interpreta la pancia profonda del paese.

A dire il vero, non serve compare il giornale per vedere come in tutto il paese del Reno la gente creda fermamente a questa coppa del mondo. La Germania è un paese fiero della propria identità ma questo nazionalismo per così dire istintivo è represso nei recessi della coscienza. Essere nazionalisti in maniera esplicita in Germania è mal visto. Ci sono ancora troppi brutti ricordi. Così la Coppa del Mondo diventa una formidabile occasione per allentare il divieto culturale. Ecco che dalle finestre della case spuntano le bandiere tricolori. In questi giorni quello che va fortissimo sono poi le bandierine che si attaccano al cofano della macchina. Se ne vedono a decine.

La festa per la vittoria contro l’Australia è stata grande. Si è festeggiato come se fosse stata una finale, un delirio che si è prolungato fino a notte tarda in tutte le principali città del paese. Il giorno dopo è stato il momento della celebrazione a mente fredda ed i giornali, in primis il già citato Bild, hanno innalzato i loro inni: «E adesso il paese ha questa sensazione. Perché non possiamo vincere il titolo? La giovane squadra tedesca – 25 anni di media – ha avuto un inizio sensazionale. Nel 2006 la Germania ha celebrato la sua fiaba estiva con Jürgen Klinsmann, ma questa vittoria con l’Australia potrebbe essere l’inizio della fiaba di Jogi».

Jogi sta per Jogi Löw attuale allenatore dell’undici vincente. Oggi, Jogi viene descritto come l’eroe del match, colui che non ha sbagliato nemmeno una mossa. Jogi è anche l’uomo che ha trasformato il panchinaro Miroslav Klose – un anno passato a bordo campo al Bayer – in un’arma letale. Medesima bacchetta magica ha adoperato per Lukas Podolsky, per i tedeschi “Poldi”, che dopo un anno opaco a Colonia ha ritrovato lo smalto dei tempi andati. Löw il veggente l’aveva promesso: «State a vedere. Poldi esploderà alla coppa della monda». Detto fatto.

Insomma, questa Germania è pronta, con un misto di eccitazione e di fierezza nazionale, a vivere la sua nuova favola, quella favola che nel 2006, per buona grazia dell’Italia, è rimasta interrotta sul più bello. Gli ingredienti ci sono tutti, un condottiero che prevede il futuro, una squadra di eroi giovani e belli, un paese che freme per la vittoria, un’opinione pubblica galvanizzata. Lo dice il Bild ma lo pensa tutto il paese, «Nessuno spazzerà via facilmente la Germania».