Coppa del Re, polemiche indipendentiste accendono Athletic Bilbao-Barcellona

Pubblicato il 24 Maggio 2012 14:13 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2012 14:22

MADRID (SPAGNA) – Vigilia della finale della Coppa del Re fra Barcellona e Athletic Bilbao segnata delle polemiche sull’indipendentismo, mentre oltre 50.000 tifosi delle due squadre cominciano ad arrivare a Madrid per l’incontro, che sarà disputato domani alle 21.30 nello stadio Vicente Calderon, dove gioca abitualmente l’Atletico Madrid (il Real Madrid ha rifiutato l’uso del più grande e prestigioso Santiago Bernabeu, a motivo di lavori in corso nell’impianto).

Ad accendere la scintilla nei giorni scorsi, la presidente della Comunità di Madrid, Esperanza Aguirre (PP), che ha evocato i fischi all’inno nazionale e al re Juan Carlos che tre anni turbò la finale fra le due stesse squadre allo stadio Mestalla di Valencia. E ha chiesto, in caso di nuove manifestazioni di oltraggio ai simboli nazionali, che la finale venga sospesa o giocata a porte chiuse.

Le reazioni non si sono fatte attendere: dall’opposizione politica allo stesso Partito Popolare, e praticamente dall’intero ambito sportivo, si sono levate voci contrarie alla Aguirre. A cominciare dal presidente del Barcellona, Sandro Rosell, e dal vicepresidente Carles Vilarrubi, che in dichiarazioni ai media hanno sottolineato: ”Andiamo a giocare a calcio, non a fare politica”.

Tutto questo avviene dopo che nei giorni scorsi i partiti politici nazionalisti e indipendentisti, sia baschi sia catalani, hanno chiesto davanti al Congresso che le nazionali delle comunità autonome possano competere a livello internazionale, seppure senza incitare in alcun modo a fischiare l’inno nazionale nella finale di Coppa del Re. Chi lo ha fatto è stata, invece, la piattaforma basca Esait, che attraverso la sua pagina web ha esortato alla ”rivendicazione più sonora possibile durante l’intera partita, soprattutto mentre suona l’inno di chi ci nega l’ufficialità”. A questo clima infuocato si aggiunge la manifestazione “in difesa della bandiera”, convocata per domani nel centro di Madrid da vari gruppi di estrema destra, autorizzata dal Tribunale superiore di giustizia, dopo essere stata vietata dalla Prefettura.

Per l’evento sportivo, dichiarato ad alto rischio, la polizia ha preparato un imponente dispositivo di sicurezza, con oltre 2.300 agenti, vigili urbani, poliziotti a cavallo ed elicotteri, schierati in città e in prossimità dello stadio. Il ministro dell’Interno, Jorge Fernandez Diaz, ha lanciato un appello alla calma e ha annunciato che sta considerando di far pagare le altre spese della sicurezza, in tempi di grave recessione come questi, ai club di calcio o si privati: una sorta di canone, sul tipo di quello già applicato per gli eventi sportivi ciclistici.