Juventus in finale di Coppa Italia, basta lo 0-0 contro il Milan. Ronaldo ha sbagliato un rigore

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 12 Giugno 2020 22:57 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2020 22:58
Coppa Italia, Juventus-Milan alle 21. E' la prima partita dopo lo stop per coronavirus. In palio un posto in finale

Coppa Italia, Juventus-Milan: Cristiano Ronaldo nella foto archivio Ansa

TORINO – Coppa Italia, semifinale di ritorno: Juventus-Milan 0-0 (risultato andata 1-1).

Il calcio italiano è ripartito dopo più di tre mesi di assenza ed è tornato subito a premiare la Juventus.

Alla squadra di Sarri è bastato lo zero a zero contro il Milan grazie all’uno a uno strappato a San Siro nella gara di andata.

La Juve godeva dei favori del pronostico perché i rossoneri hanno dovuto fare a meno delle loro tre stelle assenti per squalifica (Zlatan Ibrahimovic, Theo Hernandez e Samu Castillejo).

A queste tre gravi assenze si è sommata l’espulsione di Rebic al 16′.

Quindi il Milan ha giocato in inferiorità numerica gran parte della partita. 

La Juve non ha fatto niente di che ma è rimasta costantemente nella metà campo del Milan controllando la partita senza alcun problema.

I rossoneri non hanno mai tirato in porta, Buffon non è stato altro che uno spettatore non pagante.

La Juve ha calciato sul palo un rigore con Cristiano Ronaldo ed è andata vicina al gol con Douglas Costa e Paulo Dybala.

L’impressione è che la Juventus ha fatto girare il pallone per non sprecare troppe energie in vista della finalissima del 17 giugno.

Il Milan non ha potuto fare altro che uscire dalla Coppa Italia in maniera decorosa.

Coppa Italia, Juventus-Milan 0-0: ai bianconeri basta il minimo indispensabile per arrivare in finale.

Prima della partita, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare tutte le vittime del coronavirus.

I calciatori si sono schierati in cerchio, al loro interno c’erano tre rappresentanti di infermieri, medici ed operatori socio sanitari.

La Juventus sfida il Milan con Buffon; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Dybala e Cristiano Ronaldo.

A disposizione di Sarri:  Szczesny, Pinsoglio; De Sciglio, Rugani; Khedira, Muratore, Rabiot; Bernardeschi, Cuadrado, Olivieri, Vrioni e Zanimacchia.

I rossoneri rispondono ai bianconeri con G. Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Calabria; Kessie, Bennacer; Paquetà, Bonaventura, Calhanoglu e Rebic.

A disposizione di Pioli: Begovic, A. Donnarumma; Gabbia, Laxalt; Biglia, Brescianini, Krunic, Saelemaekers; Colombo, Leao, Maldini, Olzer.

L’arbitro della semifinale di Coppa Italia è Orsato di Schio.

Subito una emozione al primo minuto. 

Alex Sandro ha dribblato due avversari sulla sinistra e ha servito un assist d’oro a Douglas Costa che ha calciato fuori un rigore in movimento.

Poco dopo, al 5′: Dybala ha calciato sul fondo una punizione dal limite dell’area di rigore del Milan.

Al 14′, Orsato ha consultato il var per assegnare un rigore alla Juventus per un fallo di mano di Conti nella sua area.

Cristiano Ronaldo ha sbagliato il rigore al 15′ calciandolo sul palo. 

L’azione è andata avanti e Rebic è stato espulso al 16′ per una entrata pericolosa  su Danilo.

Con i rossoneri in dieci uomini, la Juventus ha iniziato a giocare sempre nella metà campo del Milan ma senza grandi risultati.

Al 21′, Matuidi ha calciato da due passi ma la sua conclusione centrale è stata respinta da Donnarumma.

Primo acuto del Milan al 40′, Romagnoli ha colpito di testa su cross di Calhanoglu direttamente da calcio di punizione, la sua conclusione è uscita di un soffio.

Il primo tempo è terminato sul risultato di zero a zero, con la Juve nettamente favorita per la qualificazione alla finale di Coppa Italia perché è in superiorità numerica.

Pioli ha tolto Bonaventura dopo 51 minuti di gioco per inserire in campo un attaccante (Leao).

Al momento del cambio, Bonaventura ha reagito al suo allenatore perché non si riteneva meritevole di questa sostituzione.

Al 70′, Kjaer ha rischiato l’autogol per anticipare di testa De Ligt ma il risultato resta fermo sullo zero a zero.

E’ finita, la Juve ha pareggiato 0 a 0 e si è qualificata per la finale dove affronterà la vincente di Napoli-Inter.

Il calcio ai tempi del coronavirus, nel nostro Paese si parte con la Coppa Italia.

Il calcio italiano riparte con la Coppa Italia dopo uno stop di oltre tre mesi.

L’Italia ricomincia a giocare  dopo Germania e Spagna ma prima dell’Inghilterra.

Tutte le partite verrano disputate a porte chiuse, senza tifosi sarà un calcio monco ma è inevitabile nella fase di convivenza con il coronavirus.

I calciatori, così come tutti i tesserati delle squadre, hanno imparato a convivere con tutte le norme di sicurezza anti coronavirus.

I giocatori vengono controllati di continuo con tamponi su tamponi.

Tutte le strutture, da quelle di allenamenti agli stadi, vengono sanificate e arieggiate in maniera maniacale.

Le squadre giocheranno praticamente ogni due giorni ed è per questo che il numero delle sostituzioni permesse è salito a cinque per team.

Il calendario è già massacrante e per questo motivo sono stati aboliti i tempi supplementari sia per le semifinali che per la finalissima di Coppa Italia.

In caso di parità al termine dei novanta minuti di gioco, si andrà ai calci di rigore.

Si potrà protestare contro una decisione dell’arbitro solamente a distanza e potrà farlo solamente il capitano della squadra.

Quindi non dovremmo vedere più i calciatori che accerchiano l’arbitro per condizionarlo.

Si potrà esultare dopo un gol segnato ma senza abbracci che sono vietati categoricamente.

Forse anche i nostri calciatori esulteranno dandosi il gomito come avviene in Germania.

Sono vietati categoricamente gli sputi perché un calciatore malato potrebbe contagiarne tanti altri in questa maniera.

E poi ci sono tante altre piccole grandi sfumature che impareremo a conoscere durante queste particolari partite a porte chiuse ai tempi del covid 19.